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sábado, 2 de marzo de 2013

Domani si balla - Maurizio Nichetti (1982)


TITULO ORIGINAL Domani si balla
AÑO 1982
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS No
DURACION 102 min.
DIRECCION Maurizio Nichetti
ARGUMENTO Y GUION Maurizio Nichetti, Guido Manuli
FOTOGRAFIA Mario Battistoni
ESCENOGRAFIA Y VESTUARIO Maria Pia Angelini
MUSICA Eugenio Bennato
MONTAJE Giancarlo Rossi
REPARTO Mariangela Melato (Mariangela), Maurizio Nichetti (Maurizio), Paolo stoppa (padre di Mariangela), Elisa Cegani (madre di Mariangela), Francesco Carnelutti, Clara Zovianoff, Ennio Croggia, Argo Ferrero, Mirella Falco, Osvaldo Salvi, Claudio Caramaschi, Walter Valdi, Silvano Piccardi, Massimo Loreto
PRODUCCION Franco Cristaldi e Nicola Carraro per "Vides Film".

SINOPSIS L'uggioso andazzo del lavoro di due cameraman della TV privata più scalcinata della città è scompigliato da un misterioso contagio che fa dilagare l'allegria sul pianeta Terra. È una favola raccontata realisticamente; le godibili invenzioni comiche ma più spesso fantastiche e musicali non mancano, ma è un film più allegro che comico con la Melato decisamente fuori parte. (Il Morandini)


Trama
Maurizio e Mariangela sono due cronisti che lavorano in coppia a caccia dello scoop per una disastrata emittente privata, Onda 33, l’unica TV che trasmette 24 ore su 24. A loro, il direttore dell’emittente, un dispotico cialtrone dal fare altezzoso e perentorio, riserva sempre i servizi peggiori, quelli scartati dagli altri reporter. I due accettano loro malgrado la situazione, sognando di essere assunti un giorno o l’altro dalla potente "Etere TV", una super-emittente in grado di trasmettere programmi inutili e con costose scenografie hollywoodiane, telegiornali con notizie dell’ultimo minuto, persino programmi in diretta da un aereo!
Mentre Maurizio e Mariangela si trovano alla Casa di Riposo "Lazzi e Strapazzi" per l’ennesimo servizio inutile, si imbattono in un vero scoop: l’aereo che trasmette per Etere TV precipita proprio nei pressi dell’ospizio. I due dipendenti dell’emittente che si trovavano sull’aereo sono sani e salvi, ma ridono e ballano apparentemente senza motivo. In realtà i due sono stati contagiati dall’allegria e dalla voglia di ballare dei marziani, di passaggio con la loro astronave attorno alla terra. Etere TV arriva sul luogo in tutta fretta, soffia lo scoop a Maurizio e Mariangela e nasconde all’audience televisiva la misteriosa malattia che ha colpito i suoi due dipendenti, preoccupata dal fatto che l’allegria potrebbe essere contagiosa! Infatti, Maurizio e Mariangela, contagiati dall’allegria e dal ballo, non sono riusciti a montare un servizio decente e per questo vengono licenziati. E’ l’occasione per tentare di essere assunti a "Etere TV". Alla selezione, i responsabili della super-emittente capiscono immediatamente che il contagio è già avvenuto. Assumono Maurizio e Mariangela per nasconderli in un modo o nell’altro al mondo esterno e annunciano con un’edizione straordinaria che, attraverso i canali televisivi, si sta diffondendo una terribile malattia contagiosa. Bisogna rimanere sintonizzati, ma nello stesso tempo occorre tenere coperto lo schermo del televisore, perché "ballare è pericoloso!". I marziani, bombardati dalle micidiali parole dello speaker, si allontanano dalla terra e le interferenze spariscono. Maurizio e Mariangela, a conclusione di una rocambolesca fuga dagli studi di Etere TV, finiscono insieme ai rifiuti in una discarica pubblica. Si guardano, si abbracciano, ridono e... ballano!

Curiosità
Il film inizia con un omaggio a Georges Melies. Sui titoli di testa è stato infatti ricostruito il set del "Viaggio sulla Luna". Un omaggio al padre del cinema fantastico, in una storia che nel 1982 veniva presentata come fantascienza, ma doveva diventare ben presto realtà nell'Italia delle TV private libere: lotta all'audience, anche a costo di terrorizzare il pubblico.
http://www.nichetti.it/domani.html

Esempio di storyboard del film
"Domani si balla"


Maurizio Nichetti, la fantasia al potere

Da Ratataplan a Volere volare, il regista e attore milanese si racconta. E rivela perché Buster Keaton è il suo modello
Francesco Mattana (magzine)

Il cinema è un edificio a più entrate: c’è chi entra dall’ingresso principale, con tutti i privilegi che questo comporta. E chi, invece, aspetta il momento buono in cui il produttore ha lasciato distrattamente la finestra aperta, per intrufolarsi di nascosto e lavorare in piena autonomia. Maurizio Nichetti appartiene a quest’ultima categoria: è il non-allineato per eccellenza del cinema italiano. Una critica frettolosa a suo tempo lo assorbì nella categoria dei 'nuovi comici'. Ma chi ha visto Ratataplan, Stefano quantestorie o Luna e l'altra ha capito subito che questo autore faceva scuola a sé. Negli anni, oltre alla qualità di uno stile irripetibile, ha dimostrato anche la coerenza ideologica del suo percorso artistico.

Nel '68 aveva vent'anni. Mentre i suoi coetanei leggevano Marcuse, Lei preferiva studiare i mimi.
Sono sempre stato di sinistra: negli anni dell'università frequentavo il Movimento Studentesco. È vero però che l’attività politica non mi teneva occupato al 100%: facevo teatro e avevo già cominciato a guadagnare dei soldi come sceneggiatore di cartoni animati. Tutte attività che si conciliavano perfettamente con le mie idee politiche.

Si aspettava il successo clamoroso di Ratataplan?
Nella mia incoscienza, quando è accaduto mi è sembrato naturale. Ho vissuto la popolarità con tranquillità assoluta. Il film ebbe un successo enorme perché dopo un decennio buio in cui la politica aveva preso il sopravvento su tutto, le persone avevano riscoperto la voglia di divertirsi. Ratataplan è arrivato in un periodo in cui, finalmente, ci si era liberati di certi logori stereotipi del Sessantotto.

Verdone, Troisi, Benigni. Che rapporto aveva coi cosiddetti 'nuovi comici'?
Stima reciproca ma non ci frequentavamo nella vita privata. In realtà non abbiamo mai avuto molto in comune. Il primo tra noi ad aprire una breccia tra mostro sacri come Monicelli e Risi è stato Moretti, che girò Io sono un autarchico in Super 8. Poi venne il mio turno con Ratataplan. A quel punto tutti i colleghi giovani avevano la strada spianata.

Domani si balla è un film in cui profetizza la brutta piega che di lì a poco avrebbe preso la televisione. Ha anticipato Ginger e Fred di Fellini.
Sì perché a differenza di Fellini io vivevo a Milano e a Milano si viveva ogni giorno la nuova realtà delle televisioni commerciali. Domani si balla fu senz'altro un film profetico: parlava di una televisione che terrorizzava i teleutenti dicendo di rimanere tappati in casa, obbligandoli a dipendere dal mezzo televisivo. Ecco, se tu pensi a tutta l’ansia che ci viene trasmessa dai programmi di oggi, capisci che purtroppo quel film è stato profetico.

Arriviamo a Ladri di saponette. Un film in cui, oltre a fare a pezzi la televisione commerciale, prende in giro bonariamente il cinema neorealista.
Errore, non era affatto una presa in giro del Neorealismo. In tanti sono caduti nell’equivoco, forse perché il titolo Ladri di saponette  faceva pensare a una parodia. In quel film ho ironizzato solo sulla televisione. La storia che racconto - un film neorealista continuamente interrotto dagli spot - era un paradosso, ma nemmeno io immaginavo quanto vent'anni dopo quel paradosso si sarebbe realizzato.

Volere volare non era un film per bambini, eppure lo videro anche tanti bambini.
Ho avuto problemi a trovare un distributore perché dicevano che non era un film per bambini. ll problema dei distributori è che sono ancora convinti di fare i soldi coi film per bambini, e invece i soldi li fai distribuendo prodotti per tutta la famiglia. Pensa a E.T. o a Guerre stellari: sono film che apprezzano tutti, dal più grande al più piccino, e il segreto del successo sta tutto lì. Poi uscì Roger Rabbit e allora si convinsero a distribuire Volere volare . I bambini hanno amato questo film perché quando fai un cinema non parlato, in cui ogni inquadratura racconta qualcosa i bambini non si annoiano, pur senza comprendere tutti i piani di lettura della storia.

C'è una vicenda interessante legata alla censura di Volere volare negli Usa.
È una storia interessante perché puoi comprendere la psicologia degli americani. Il mio film è stato vietato ai minori di dodici anni, non si è mai capito se per via del sedere nudo della Finocchiaro o perché si vede il sesso del fumetto: in entrambi i casi, una motivazione ridicola. Quando andavo in America in quel periodo guardavo la tivù dei ragazzi: ecco, in Gremlins II si vedeva un’adolescente stuprata dai nanetti, con scene molto truculente. Ecco, questa era la tivù dei ragazzi nell’America che aveva censurato Volere volare.

Tra i critici e i distributori, chi Nichetti butta giù?
I distributori perché hanno il potere di non fare uscire il film in sala. I critici sono innocui: in passato li leggevano poco, ora non li legge più nessuno. Certo, molti scrivono di cinema online, ma non hanno alcun potere nello spostare il mercato.

Qual è il comico del passato più vicino alle corde di Maurizio Nichetti?
Buster Keaton. Ho trovato una somiglianza con Keaton anche dal punto di vista umano: mentre Chaplin sapeva amministrare benissimo la sua carriera, Keaton è stato meno furbo. Ecco, sotto il profilo amministrativo mi sento poco furbo. Esattamente come Keaton.

Nel futuro c'è un nuovo lungometraggio?
Con lo sviluppo delle macchine fotografiche hd e full frame in grado di girare video non c’è più bisogno di troupe e puoi realizzare il tuo film in maniera autarchica. Lo metti online e il tuo prodotto gira. Questo è il futuro del cinema: mentre in passato ne diffidavo, ora mi sto adattando all'idea che si possano fare molte cose buone anche così.
http://www.vocidimilano.it/articolo/lstp/30202/


3 comentarios:

  1. ¿Sería posible cargar de nuevo los enlaces de esta película?

    maskbauta

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    1. Muchísimas gracias por la rapida respuesta.

      maskbauta

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