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viernes, 18 de octubre de 2013

Vanina Vanini - Roberto Rossellini (1961)


TITULO ORIGINAL Vanina Vanini
AÑO 1961
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Español e inglés (Separados)
DURACION 127 min.
DIRECCION Roberto Rossellini
GUION Roberto Rossellini, Diego Fabbri, Franco Solinas, Antonello Trombadori, Jean Gruault (Novela: Stendhal)
MUSICA Renzo Rossellini
FOTOGRAFIA Luciano Trasatti
REPARTO Sandra Milo, Laurent Terzieff, Martine Carol, Paolo Stoppa, Isabelle Corey, Antonio Pierfederici, Olimpia Cavalli, Nerio Bernardi, Mimmo Poli
PRODUCTORA Orsay Films / Zebra Film
GENERO Drama

SINOPSIS Drama basado en un relato de Stendhal (Crónicas italianas, 1829). Vanina Vanini, la hija de un aristócrata, se enamora perdidamente de Pietro Missirilli, un joven que pertenece a la sociedad secreta de los carbonarios, patriotas italianos que luchan contra la tiranía austríaca. Ambos personajes son incompatibles: Missirilli encarna la pasión por la libertad, que está por encima del amor. La pasión de Vanina es, en cambio, menos noble: para ella el amor está por encima de la lucha por la libertad. Por esta razón, acabará denunciando a los camaradas de Missirilli, los cuales, a su vez, acusan a éste de traición. (FILMAFFINITY)

Stendhal - Vanina Vanini (pdf)

TRAMA:
L'azione si svolge a Roma nel 1823. Vanina Vanini, principessa romana, si innamora di Pietro Missirilli, un giovane carbonaro che, fuggito da Castel S. Angelo, si è rifugiato in casa Vanini. Quando Missirilli torna in Romagna per continuare la lotta carbonara, Vanina lo segue e il loro amore si tramuta in passione nel corso di furtivi incontri nel castello di San Nicolò ove Vanina abita. Ma ben presto Vanina si accorge che la passione patriottica allontana da lei Pietro e, pur di averlo tutto dedicato per sé, non esita a denunziare alla polizia tutti i maggiori esponenti della carboneria locale. Ma quando Missirilli apprende del loro arresto, per non essere sospettato di delazione decide di costituirsi anche lui. Vanina a Roma cerca disperatamente di salvare il suo amore, ma Pietro rifiuta il suo aiuto e finirà sulla ghigliottina in Piazza del Popolo, mentre Vanina cercherà rifugio nella pace di un convento.

CRITICA:
"(Il film) è condotto cinematograficamente con dovizia di mezzi, a volte anche con buona e accurata resa spettacolare. Ma vi manca la vera ragione d'essere, il significato ultimo di un discorso che non può affidarsi solo allo splendore delle immagini, ma deve affondare lo sguardo nella realtà umana, sociale e storica che descrive". (Gianni Rondolino, "Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1956/1965").

NOTE:
- PRESENTATO IN CONCORSO AL XXII FESTIVAL DI VENEZIA (1961).
- CONSULENZA STORICA DI AMERIGO TERENZI.
- LAURENT TERZIEFF E' DOPPIATO DA PAOLO FERRARI E MARTINE CAROL DA VALERIA VALERI.
http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=18026&film=Vanina-Vanini
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Es ésta una película maldita, dentro de la filmografía rosselliniana. Considerada por Godard, cuando se estrenó, como la mejor del año, le rindió homenaje explícito poco tiempo después con LE MÈPRIS. Pero tras casi cincuenta año, sólo 91 miembros de IMDB declaran haberla visto y le otorgan un bajísimo 6’1/10. En realidad, está película fue un proyecto que comenzó Rossellini y acabo el mediocre marido de Sandra Milo: el griego Moris Ergas, quien cambió tanto la película en un infame montaje, que la crítica del Festival de Venecia de 1961, la bautizó como CANINA CANINI. Sin embargo, y a pesar de su equivocado reparto y de su energúmeno productor, VANINA VANINI guarda muchos puntos de coincidencia con SENSO de Visconti. Aunque lo que en éste es un retrato pictórico y social de la alta burguesía de la época, en Rossellini el interés viene marcado por el conflicto teológico entre amor y fe. La copia de la película presentada en el Festival de Venecia duraba 130 minutos, pero para su exhibición en salas comerciales fue mutilada, reduciéndola a poco más de hora y media. Años después, la Sony Columbia descubrió un original, del que rescató y restauró una versión casi completa de unos 110 minutos, que es la que se ha digitalizado en DVD y cuyo ripeo, bastante más generoso en bitrato que el de KG, es el que ahora pongo a disposición de este foro. He creado también subtítulos españoles, traducidos directamente de los originales italianos. Stendhal y Rossellini se lo merecían. ¡Y a Ergas que le den por saco por cosaco!
Vertigen
http://cineforum-clasico.org/archivo/viewtopic.php?f=55&t=13049


Comentarios
È la storia _ da Cronache italiane (1829) di Stendhal _ dell'amore tra il carbonaro Pietro Missirilli e la principessa Vanini nella Roma del 1823 sullo sfondo del malgoverno papalino, dei primi fermenti liberali, della vita quotidiana del popolo. Per averlo tutto per sé, lei denuncia i suoi compagni che lo accusano di tradimento. Pietro si costituisce e, condannato alla ghigliottina, respinge l'aiuto di lei che si chiude in convento. Il dissidio tra melodramma e cronaca, finzione e documento, spettacolo e intenti didattici non è risolto; è, in negativo, il film più viscontiano di Rossellini, che non riconobbe il montaggio, ma meriterebbe una rivisitazione. Scritto da F. Solinas, A. Trombadori e troppi altri. (Il Morandini)

Nonostante le molte modifiche, le sostanziali alterazioni arbitrariamente apportate che finiscono con lo snaturare completamente lo stile e il significato di un’opera, Vanina Vanini di Roberto Rossellini si impone, tra i film visti durante questa Mostra, come il più vivo e il più stimolante. il senso acuto della storia, il ritrovare nelle azioni e nei gesti il tratto preciso di una realtà in accadimento, sono indicazioni di una scelta rigorosa del fermentare continuo di uno stile dentro la profonda verità dell’uomo; sono il segno di una ritrovata partecipazione moderna, nella ricerca di una rappresentazione totale. [...] (Edoardo Bruno)

È, con varianti e ritocchi, il film presentato quest’estate alla Mostra di Venezia a firma di Roberto Rossellini. Sul diritto del produttore a proiettarlo con questa firma giudicherà il Collegio di Tecnici della Proprietà Letteraria e Artistica cui Rossellini si è rivolto in questi giorni per disconoscere l’opera nella sua attuale versione; noi, però, chiamati a giudicare un film con il pubblico e nel momento in cui il pubblico ne prende visione, dobbiamo limitarci a valutarlo così come ci viene presentato e perciò, pur senza entrar nel merito della sua paternità, non possiamo non mantenere il giudizio in buona parte negativo già espresso da Venezia. [...] (Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 12 novembre 1961)

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