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jueves, 1 de noviembre de 2012

Clodia - Fragmenta - Franco Brocani (1981)


TITULO ORIGINAL Clodia - Fragmenta
AÑO 1980
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS No
DURACION 120 min.
DIRECTOR Franco Brocani
GUION Franco Brocani (inspirado en un cuento de Marcel Schwob de "Vidas imaginarias")
FOTOGRAFIA Franco Lecca
MONTAJE Domenico Varone
MUSICA Franco Brocani, Gianni Rufini
ESCENOGRAFIA Francesco Brocani
VESTUARIO Gianna Gelmetti
REPARTO Olimpia Carlisi, Elide Melli, Antonio Cipriani, Riccardo Reim, Dario Argento (voce di Catullo)
PRODUCCION Texas Film Corporation

SINOPSIS La tragica vicenda di Clodia, la nobildonna romana amata da Catullo e resa da lui immortale nei suoi versi, con lo pseudonimo di Lesbia. Clodia vive una folle passione incestuosa col fratello e con un’altra sorella; hanno tutti e tre lo stesso nome, quasi a sanzione nel gioco tragico delle loro esistenze dell’ineluttabile fusione delle identità e dei destini tragici.

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Trama
Liberamente tratto dal racconto “Clodia matrona impudica”, dalle Vite immaginarie di Marcel Schwob, e orientato sul pensiero di Georges Bataille, il film racconta la vicenda di Clodia, la nobildonna romana amata da Catullo e resa da lui immortale nei suoi versi, con lo pseudonimo di Lesbia. Subito il film aggancia il passato al presente modulando il racconto fuori da ogni temporalità storica. Clodia vive una folle passione incestuosa col fratello e con un’altra sorella; hanno tutti e tre lo stesso nome, quasi a sanzione nel gioco tragico delle loro esistenze dell’ineluttabile fusione delle identità e dei destini. Insieme si abbandoneranno a ogni eccesso. Lunghi brani della sceneggiatura vengono recitati fuori campo su drappeggi, dettagli di alabastro, pietre rosse, frammenti pompeiani. Il film trasforma così la propria deliberata frammentarietà in un'orgogliosa dichiarazione di poetica. (“la sceneggiatura diventa anche lo sguardo critico di chi ha visto il film, che non c’è!”, secondo le parole di Brocani)
Il regista
Indipendente italiano: Franco Brocani, un artista fuori dal coro.
Francesco Brocani (Murazzano, Piemonte) si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino e diplomato in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, dove ha vissuto dal 1962 al 1990. Con Carmelo Bene, Mario Schifano e Alberto Grifi è stato uno dei maggiori esponenti dell’avanguardia italiana negli anni ’70. Ha interpretato il film di Schifano Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani (1969) e ha collaborato agli altri lavori della trilogia del pittore-cineasta: Satellite (1967) e Umano, non umano (1968). Attualmente risiede e lavora a Civitella San Paolo, in provincia di Roma.
Non si può parlare di cinema sperimentale senza citare Franco Brocani. Tuttavia Brocani si è sempre sentito ostinatamente e orgogliosamente isolato dal movimento dell'underground romano, condividendo delle idee e dei progetti solamente con gli amici Mario Schifano e Carmelo Bene. Il cineasta, dopo essersi laureato in Giurisprudenza all'Università di Torino e aver avuto per compagno di banco Giancarlo Caselli, si diploma in regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Legato da grande amicizia con Mario Schifano, tanto che quest'ultimo lo farà recitare come attore protagonista in un film divenuto presto leggendario nel mondo del cinema sperimentale, Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani, il regista approda al lungometraggio con Necropolis (1970), dopo aver realizzato numerosi cortometraggi e documentari. Il critico Tony Rayns definì Necropolis come «il primo film che tenta di colmare la distanza tra l'esperienza dell'underground e la corrente d'avanguardia, Pasolini e il Godard del periodo di mezzo». Il cast è quanto di più eterogeneo e alternativo potesse avere un'opera d'esordio del periodo: da Viva a Louis Waldon, da Tina Aumont a Carmelo Bene, da Paolo Graziosi a Pierre Clementi. Amico di altri grandi cineasti come Glauber Rocha, Philippe Garrel, Jean-Marie Straub e Werner Schroeter, Brocani ha sempre mantenuto una sua particolare e originale individualità nel panorama del cinema indipendente. A tal proposito scrive Bruno Di Marino: «Un approccio al cinema quello di Brocani, più vicino, ad esempio, a quello di Straub-Huillet, con i quali il regista di Murazzano delle Langhe [il luogo di nascita del regista, n.d.r.] ha sempre sentito un'affinità estetica e culturale» (Bruno Di Marino, Sguardo Inconscio Azione. Cinemasperimentale e underground a Roma (1965-1975), Lithos editrice, Roma, 1999, p. 108).
Questa originalità espressiva, anche involontariamente elitaria, recalcitrante cioè a qualsiasi compromesso, ha comportato non pochi sacrifici: «Ho una quotidianità dura e severa», dichiara il regista, «non potrei permettermi d'avere casa a Roma. Ho fatto una precisa scelta di militanza, e anche se avrei meritato una vita un po' più facile, per fare film con più soldi e più tranquillità, non m'importa d'essere compreso». Il breve omaggio Indipendente italiano è legato alla produzione più recente del regista, per mostrare la sua coerenza artistica, oggi drammaticamente sempre più unica che rara.
http://www.intelfilm.it/produzioni/film/muri/ridosso_dei_muri_scheda.htm

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