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miércoles, 15 de diciembre de 2010

Uccellacci e uccellini - Pier Paolo Pasolini (1966)


TÍTULO Uccellacci e uccellini
AÑO 1966 
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Español e inglés (Separados)
DURACIÓN 87 min.
DIRECTOR Pier Paolo Pasolini
GUIÓN Pier Paolo Pasolini
MÚSICA Ennio Morricone
FOTOGRAFÍA Tonino Delli Colli (B&W)
REPARTO Totò, Ninetto Davoli, Femi Benussi, Rossana Di Rocco
PRODUCTORA Arco Film / Alfredo Bini
GÉNERO Comedia

SINOPSIS Un hombre mayor y su hijo pasean caminan por unos míseros arrabales. Entre insólitos encuentros aparece un cuervo que habla y San Francisco, que les manda predicar a halcones y palomas. (FILMAFFINITY)


EXTRA: Pasolini intervista Totò 
http://www.mediafire.com/?op43mf9i4cmyh23

*Pier Paolo Pasolini, Capolavori italiani, L'Arca società editrice de "l'Unità", maggio 1995.
Non ho mai "messo al mondo" un film così disarmato, fragile e delicato come Uccellacci e uccellini. Non solo non assomiglia ai miei film precedenti, ma non assomiglia a nessun altro film. Non parlo della sua originalità, sarebbe stupidamente presuntuoso, ma della sua formula, che è quella della favola col suo senso nascosto. Il surrealismo del mio film ha poco a che fare col surrealismo storico; è fondamentalmente il surrealismo delle favole [...] 
Questo film che voleva essere concepito e eseguito con leggerezza, sotto il segno dell'Aria del Perdono del "Flauto Magico", è dovuto in realtà a uno stato d'animo profondamente malinconico, per cui non potevo credere al comico della realtà (a una comicità sostantivale, oggettiva). 
L'atroce amarezza dell'ideologia sottostante al film (la fine di un periodo della nostra storia, lo scadimento di un mandato) ha finito forse col prevalere. Mai ho scelto per tema di un film un soggetto così difficile: la crisi del marxismo della Resistenza e degli anni Cinquanta, poeticamente situata prima della morte di Togliatti, subita e vissuta, dall'interno, da un marxista, che non è tuttavia disposto a credere che il marxismo sia finito (il buon corvo dice: "Io non piango sulla fine delle mie idee, perché verrà di sicuro qualcun altro a prendere in mano la mia bandiera e portarla avanti! È su me stesso che piango..."). 
Ho scritto la sceneggiatura tenendo presente un corvo marxista, ma non del tutto ancora liberato dal corvo anarchico, indipendente, dolce e veritiero. A questo punto, il corvo è diventato autobiografico, una specie di metafora irregolare dell'autore. 
Totò e Ninetto rappresentano invece gli italiani innocenti che sono intorno a noi, che non sono coinvolti nella storia, che stanno acquisendo il primo jota di coscienza: questo quando incontrano il marxismo nelle sembianze del corvo. 
La presenza di Totò e Ninetto in questo film è il frutto di una scelta precisa motivata da un'altrettanto precisa posizione nell'ambito del rapporto tra personaggio e attore. 
Ho sempre sostenuto che amo fare film con attori non professionisti, cioè con facce, personaggi, caratteri che sono nella realtà, che prendo e adopero nei miei film. Non scelgo mai un attore per la sua bravura di attore, cioè non lo scelgo mai perché finga di essere qualcos'altro da quello che egli è, ma lo scelgo proprio per quello che è: e quindi ho scelto Totò per quello che è. Volevo un personaggio estremamente umano, cioè che avesse quel fondo napoletano e bonario, e così immediatamente comprensibile, che ha Totò. E nello stesso tempo volevo che questo essere umano così medio, così "brava persona", avesse anche qualcosa di assurdo, di surreale, cioè di clownesco, e mi sembra che Totò sintetizzi felicemente questi elementi.
«Uccellacci e Uccellini è stato il mio film che ho amato e continuo ad amare di più, prima di tutto perché come dissi quando uscì è "il più povero e il più bello" e poi perché è l'unico mio film che non ha deluso le attese. Collaborare con lui [Totò] "reduce da quegli orribili film che oggi una stupida intelligenzia riscopre" fu molto bello: era un uomo buono e senza aggressività, di dolce cera. 
Voglio ricordare anche che oltre che un film con Totò, Uccellacci e Uccellini è anche un film con Ninetto, attore per forza, che con quel film cominciava la sua allegra carriera. Ho amato moltissimo i due protagonisti, Totò, ricca statua di cera, e Ninetto. Non mancarono le difficoltà, quando giravamo. Ma in mezzo a tanta difficoltà, ebbi in compenso la gioia di dirigere Totò e Ninetto: uno stradivario e uno zuffoletto. Ma che bel concertino!»
 

9 comentarios:

  1. la entrevista de Pasolini a Totò no se puede bajar... no sé si se podrá resubir! estoy enamorado de este blog! es mi favorito! mil gracias por todo...

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  2. Cambiado el enlace de la entrevista.

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  3. Links malos

    por favor se podran subir de nuevo

    Gracias

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    1. Se me había pasado tu pedido: perdón.
      Cambiados los enlaces.

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  4. Gracias Amarcord por tanto cine, y del bueno!!!.Llegué tarde para las descargas, o talvez mediafire conspira en contra mío,espero que no.Me sumo al pedido de ClaudioA.

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  5. Hola los links no sirven, me avisas cuando la subas de nuevo, gracias

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