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miércoles, 9 de junio de 2021

Una donna libera - Vittorio Cottafavi (1954)


TÍTULO ORIGINAL
Una donna libera
AÑO
1954
IDIOMA
Italiano
SUBTÍTULOS
Español, inglés y portugués (Opcionales)
DURACIÓN
93 min.
PAÍS
Italia
DIRECCIÓN
Vittorio Cottafavi
GUIÓN
Oreste Biancoli, Fabrizio Sarazani (Obra: Malena Sandor)
MÚSICA
Enzio Carabella
FOTOGRAFÍA
Guglielmo Garroni (B&W)
REPARTO
Françoise Christophe, Pierre Cressoy, Gino Cervi, Elisa Cegani, Lianella Carell, Christine Carère, Galeazzo Benti, Luigi Tosi, Augusto Mastrantoni, Mario Mazza, Nada Cortese, Barbara Florian
PRODUCTORA
Co-production Italia-Francia; Romana Film, Société Nationale de Cinematographie
GÉNERO
Drama

Sinopsis
Movida por una irresistible ansia de independencia, Liana, poco antes de la boda, abandona a su prometido Fernando para huir con un músico llamado Gerardo. Tras esto se marcha a París donde se termina casando con un hombre rico, pero tras un año, se cansa y vuelve a su hogar. Una vez allí tiene una violenta discusión con Gerardo, que termina de manera trágica. (FILMAFFINITY)
 
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A Venezia ho sentito ragazzi entusiasti di Maria Zef, tardo capolavoro di Vittorio Cottafavi presentato tra i Classics in versione restaurata. Naturalmente nient’altro sapevano né avevano visto di Cottafavi, benché la sua attività e il so magsierro registico si fossero dispiegati per decenni, dall’era del cinema del Ventennio fino agli anni Ottanta, attraversando anch ela grande televisione in bianco e nero della Rai, la migliore di sempre. Curatissimi, rigorosi per contenuti e forma sceneggiati da lui realizzati, come Padre Brown, e qualche capolavoro della famosa prosa della Rai, a partire da un Le troiane con una meravigliosa Ana Miserocchi: uno dei vertici assoluti della televisione italiana. Visse anche Cottafavi, gran signore di nobile famiglia, la stagione del cinema-melodramma anni Cinquanta alla Matarazzo, e subito dopo quela dei peplum e degli avventurosi. Ma dopo lo smacco comerciale del sublime e incompreso I cento cavalieri, film storico ambientato ai tempi della Reconquista spagnola, si prese una lunghissima pausa di riflessione (delusione?) dal cinema e si diede alla Rai: eppure quei Cento cavalieri sarebbero stati salutati di lì a qualche anno come un risultato assoluto dalla critica francese più snob e esigente.
Vittorio Cottafavi, da autore scarsamente considerato dalla critica istiuzionale mentre era in vita, è diventato post mortem nome di culto. Maria Zef, dramma naturalista-verista della miseria girato in stretta lingua carnico-friuliana, è stato presentato subito dopo Venezia al festival più chic e cinefilo d’Italia, il triestino Milleocchi, e trasmesso a Fuori Orario. Ed è solo la punta visibile di una Cottafavi-Renaissance che coinvolge l’intero corpus della sua opera. Sicché stanotte su Rai 3/Fuori Orario ecco Una donna libera del 1954 (anche reperibile integralmente su YouTube). Storia ambivalente, sospesa tra emancipazionismi e tradzionale schiavitù femminile dei sentimenti, di Liana, ragazza liebra, laureata, che rifiuta il matrimonio con un ingegnere per cui non priva amore. Inamorandosi invece subito dopo, e pericolosamente, del musicista Gerardo, uomo inaffidabile e traditore. Liana se ne andrà a Parigi cercando di vivere d’arte e pittura, ma ripiomberà nell’amore malato per Gerardo. Finirà drammaticamente. Cottafavi, ritrovandosi per le mani un soggetto mélo che riteneva troppo ancorato ai climi morbosi e vetusti di Guido Da Verona e D’Annunzio, lo riscrisse trasformandolo in ritratto di una donna moderna e inquieta, ma incapace di liberarsi dalla zavorra della dedizione oblativa a un maschio sopraffattore. Messinscena curatissima ed elegante al limite del calligrafismo, regia e movimenti di macchina assolutamente consapevoli, di una raffinatezza che in quei tempi nel cinema italiano era solo di Michelangelo Antonioni e pochi altri. Non fu un successo, come spesso nella carriera di Cottafavi. Un maestro sommerso e recuperato solo in anni recenti. Sia lode a lui e al suo cinema (e alla sua televisione), vergogna per coloro, molti, che lo trascurarono e sbeffeggiarono.
Luigi Locatelli
https://nuovocinemalocatelli.com/2019/09/15/un-film-imperdibile-stasera-tardi-in-tv-una-donna-libera-di-vittorio-cottafavi-dom-15-sett-2019-tv-in-chiaro/


Liana, una ragazza di buona famiglia, laureata in architettura, è prossima alle nozze: deve sposare un giovane ingegnere, Fernando. Ma ella sente in sé delle aspirazioni ad una vita libera, indipendente, e l'incontro con un musicista, Gerardo Villabruna, rafforza in lei questi sentimenti, facendole pensare che quel matrimonio sarebbe un errore. Malgrado i richiami della famiglia, ella rinuncia al matrimonio e parte con lui per Amalfi, dove lui ha una bella villa sul mare. Passano insieme dei giorni felici poi Gerardo le dichiara dche per lui è il momento di ripartire da solo, per una tournée. Come, le precisa, le aveva preannucito, poiché egli vuole vivere solo per la musica. Liana allora va a Parigi dove ha in uno studio di architetti ha trovato un lavoro che si rivela inferiore alle sue aspettative e mal retribuito, per cui vive miodestamente copiando disegni, esposta a sofferenze e a delusioni. Un amico le fa conoscere il commendatore Massimo, un ricco armatore, uomo onesto e ricco, che s'innamora di lei e più tardi la sposa. Ma dopo un anno di matrimonio Liana riconosce di essersi sbagliata: ella conserva infatti in fondo all'anima la sua aspirazione alla libertà, all'indipendenza. In un locale notturno incontra Gerardo Villabruna, lei lascia marito e amici per andare a casa di lui dove a subito modi di rendersi conto delle sue numerose avventure, sper cui lo lascia. Abbandona però anche il marito. La morte della madre la richiama nella casa paterna, dove a lei tocca ora di provvedere alla famiglia. Essa si mostra severa con la sorella e quando viene a sapere che ha una relazione con Villabruna, ne è indignata e affronta violentemente costui. Il musicista le risponde in tono sprezzante e con fare ironico le porge la rivoltella. Liana, esasperata, l'uccide: poi va a costituirsi.
https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/una-donna-libera/7839/


 

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