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martes, 8 de febrero de 2011

Anima persa - Dino Risi (1977)


TÍTULO Anima persa
AÑO 1977 
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Español e inglés (Separados)
DURACIÓN 100 min.
DIRECTOR Dino Risi
GUIÓN Dino Risi & Bernardo Zapponi (Novela: Giovanni Arpino)
MÚSICA Francis Lai
FOTOGRAFÍA Tonino Delli Colli
REPARTO Catherine Deneuve, Vittorio Gassman, Danilo Mattei, Anicée Alvina, Ester Carloni, Michele Capristi, Gino Cavalieri
PRODUCTORA Coproducción Italia-Francia; Dean Film / Les Productions Fox Europa
GÉNERO Drama. Intriga

SINOPSIS Tino, un chico de diecisiete años, llega a Venecia para vivir en la vieja y extraña mansión de sus tíos, Fabio y Sophia, e ir a clases de arte. Una noche se despierta con el sonido de un piano. Es "Para Elisa", de Beethoven, tocada por una mano inexperta, como si fuera la de un niño. Incluso durante el día oye ruidos extraños. Annetta, la vieja sirvienta, le descubrirá el "secreto" de la casa. (FILMAFFINITY)

Enlaces de descarga (Cortados con HJ Split)
 
 
 
Il diciannovenne Tino viene dalla provincia per studiare pittura ed è ospitato a Venezia dagli zii in una settecentesca villa patrizia. Lo zio (Vittorio Gassman) è un Professionista austero, di origini austriache e nella casa si respira un pò dell’aria del vecchio impero. Senonchè al piano di sopra c’è uno strano inquilino, che somiglia tanto allo zio e che si favoleggia nasconda un terribile segreto legato alla sorte di una certa bambina, Beba. Tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Arpino, “Anima persa” costituisce uno degli esperimenti più originali di contaminazione tra genere drammatico-psicologico classico con il genere thriller. Curiosamente, l’ispirazione viene dalla televisione che in quello scorcio di anni ‘70 sforna originalissimi prodotti come Il Segno del Comando (1971) ovvero Ho incontrato un’ombra (1974) in cui la trama del giallo-mistery classica è diluita nelle corde di uno struggente lirismo e sentimentalismo. Una stagione giustamente rivalutata in sede editoriale (si veda l’iniziativa recente di Edicola Fabbri) e di cui Anima Persa costituisce uno dei risvolti cinematografici più felici: una via sperimentale, allora molto promettente per innovare il linguaggio della narrativa cinematografica, ma che presto si logorò nelle risacche del cinema commerciale (Fantasma d’amore del 1981 con Marcello Mastroianni e Romy Schneider sarà di gran lunga inferiore).

Da un lato, si deve concedere ai detrattori del film (Grazzini) che hanno ragione da vendere, quando additano certe artificisità nella trama: non sempre, infatti, la contaminazione tra ‘thriller’ e film sentimentale può dirsi riuscita. Dall’altro e aldilà di questi aspetti tecnici, io credo che Anima persa resti impresso nella memoria come un film … magico. Il film anzitutto rievoca un mondo in cui l’eros era un ‘tabu’ per gli adolescenti, custodito gelosamente dagli adulti; al punto che la sua scoperta diventava una tappa di un percorso di iniziazione che coincideva per lo più con l’ingresso alla vita adulta. O per lo meno è il ritratto di un mondo (borghese ottocentesco) che amava auto-rappresentarsi in questo modo. Questo è il senso del cammino di Tino, delle ambigue sollecitazioni della zia, dello zio, della serva, sull’ “altro” presente in soffitta: l’ “altro” non è il sottosuolo, il “doppio” alla Jekyll, ma è l’ “eros” (quanto c’è del mondo cheha partorito la psicanalisi!). La soffitta è la “stanza proibita” dei due coniugi (Gassman e la Deneuve), la stanza è il luogo dove i due hanno tragicamente sperimentato l’ambiguità e la fragilità dell’ “eros” il cui doppio (come insegna Freud) è “thanatos”: la bellezza svanisce, l’attrattiva svanisce verso la fine, la morte (questo è il senso fuor di metafora del racconto della morte della “bambina Beba” che poi si rivela essere la stessa Deneuve, moglie dello zio-Gassman!). La “stanza”, quindi, è il luogo in cui “eros” rivela la sua misterisa parentela con la bestialità unama, l’istintualità: di qui, la tirata di Gassman che, descrivendo il suo “doppio”, si sofferma sull’attrattiva verso la terra, verso gli insetti. Questa rievocazione fa di “anima persa” un film magico; e soprattutto originale, in un’epoca (1976) in cui il ‘mistery romantico’ stava diventando una moda ed uno stereotipo commerciale . Un film da rivedere e da riscoprire.
Giorgio Frabetti


2 comentarios:

  1. en esta pelicula trabajo un letòn abuelo de un amigo! seria muy bueno verla! muchas gracias..

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