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domingo, 4 de diciembre de 2011

Processo e morte di Socrate - Corrado D'Errico (1939)


TITULO Processo e morte di Socrate
AÑO 1939
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS No
DURACION 110 min.
DIRECCION Corrado D’Errico
ASISTENTES DE DIRECCION Sergio Pastorini, Ermete Tamberlani
ARGUMENTO Diálogos de Platon:  “ Eutifrone” “ Critone” “Fedone” y “ “Apología de Socrates”
GUION Corrado D’Errico
FOTOGRAFIA Ubaldo Arata
MUSICA Giuseppe Mulè
MONTAJE Eraldo Judiconi
ESCENOGRAFIA Alfredo Manzi
SONIDO Piero Cavazzuti
PRODUCCION Scalera Film
DIRECTOR DE PRODUCCION Cesare Zanetti
REPARTO Ermete Zacconi (Socrate), Rossano Brazzi (Simmia), Filippo Scelzo (Cebete), Alfredo De Sanctis  (Critone), Olga Vittoria Gentilli (Santippe), Luigi Almirante ( è il cerusico che prepara la cicuta), Alfredo Robert  ( è l’anziano compagno di Socrate), Aldo Fiorelli, Ferruccio Stagni, Mario Brizzolari, Nerio Bernardi, Ermete Tamberlani. Lina Marengo.

SINOPSIS 399 a.C.: Socrate, filosofo ateniese, discorre con i suoi allievi nelle ore precedenti la sua morte. Trasposizione filmica di uno spettacolo teatrale basato su 4 dialoghi di Platone: Eutifrone, Critone, Fedone e Apologia di Socrate. È impacciata, scolastica, tecnicamente povera, ma è un'occasione per riascoltare un famoso “mostro sacro” come Zacconi. (Il Morandini)

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Trama: Da La Stampa, settembre 1939: “Sono quasi finite, nei teatri della Scalera, le riprese de: « Processo e morte di Socrate ». Il successo teatrale dei  dialoghi platoniani portati alla ribalta da Ermete Zacconi è stato il primo suggerimento per questo film certo eccezionale, e che rivela un’audacia non comune tanto nel produttore quanto nel regista, Corrado D’Errico. Il film sarà diviso in tre parti: il processo, il Critone, il Fedone. Nella prima Socrate, dinanzi al tribunale degli Egliasti, ribatte le insidiose accuse che gli sono mosse, ed è condannato a morte; nella seconda il filosofo è in carcere, e Critone, che ha tutto provveduto, l’incita a salvarsi con la fuga, provocando da Socrate le risposte che tutti sanno; e nella terza la sublime avventura è al suo epilogo, le ultime altissime parole echeggiano fra il coro dei discepoli. Protagonista del film è naturalmente Ermete Zacconi “.

1.Note: girato negli Studi SCALERA Film
2.Note: Ermete Zacconi, uno dei più grandi attori della tradizione teatrale ottocentesca italiana, aveva rappresentato i Dialoghi platonici appena un anno prima sul palcoscenico del Teatro Comunale di Bologna e su quello del Delle Arti di Roma.
3.Note: dalla critica del tempo: “ Il rispetto che si deve a Zacconi, il suo passato i suoi indiscussi meriti vietano  di analizzare le “ qualità cinematografiche” di questa sua interpretazione. (…) D’Errico ha risolto il suo lavoro più egregiamente possibile (…) non così all’ordine ci è parsa la scenografia che benché liberata dalla inopportuna fastosità dei soliti ambienti storici, pone in vista troppi falsi, troppi teloni (…) in questo film manca l’aria, l’atmosfera del mistero e del rito, manca cioè la Grecia.” ( Giuseppe Isani, in cinema, 25 gennaio 1940).
http://cortoin.screenweek.it/archivio/cronologico/2011/09/processo-e-morte-di-socrate_193940.php



Rossano Brazzi[i] ed Ermete Zacconi[ii] sono protagonisti di questo film di Corrado D’Errico[iii] che ricorda il processo del 399 a.c. al filosofo ateniese attraverso una scelta accurata di alcuni dei dialoghi di Platone sulla morte di Socrate (il titolo originale doveva essere, appunto, I dialoghi di Platone). L’attenzione è, in particolare, al dialogo di Socrate con i suoi allievi poche ore prima della morte e si presenta come la riuscita migrazione sul grande schermo di uno spettacolo teatrale di successo. Preannuncio al lettore che si tratta di un film tutto basato sulla parola, un esperimento nobile ma coraggioso che non si rivela noioso ma di gran fascino grazie anche alla maestria di Zacconi. In un film di questo tipo la fiction non è entrata e il regista ha lavorato solo «attorno» ad alcuni dei testi più belli mai scritti, aggiungendo una scenografia non eccelsa ma dignitosa e una fotografia suggestiva, al fine di non rubare la scena alla parola. Il film si apre con Socrate davanti ai giudici e i suoi seguaci che rumoreggiano alle sue spalle sostenendo che «non ha commesso niente», che «non è reato». Poi Socrate inizia a parlare, e dà l’avvio al film:
«Io non so, ateniesi, quali impressioni vi abbiano fatto i discorsi dei miei accusatori. Furono così persuasivi, che io non riconoscevo più me stesso. Eppure, non hanno detto una sola verità. Di tutte le bugie che vi hanno regalato, io ne ho ammirata una sola. Quando vi hanno esortato a non lasciarvi ingannare da me, che sono un abile parlatore. Siccome sapevano che subito, rispondendo, li avrei sbugiardati, non essendo affatto un buon parlatore, così questa loro menzogna mi è apparsa la più grossa e spudorata, a meno che essi non chiamino abile parlatore colui che dice la verità. Oh, allora, certo, io sono un magnifico parlatore e loro dei poveri balbuzienti. A settant’anni è la prima volta che vengo in Tribunale. Sono, quindi, straniero al modo di parlare che si usa qui. Non badate, quindi, alla forma del mio dire ma solo se dico la verità. Il primo dovere di un cittadino che parla ai magistrati è di dire la verità. Come il primo dovere dei magistrati è di intenderla. Prima, o ateniesi, che costoro mi accusassero, a voi altri mi accusarono e per lunghi anni e ora è giusto che io mi diventa, anzitutto, da quei primi accusatori e poi da questi, ma devo difendermi perché così vuole la legge. Devo cercare di svellere dalle vostre anime la calunnia che vi si è radicata perché ripetuta per anni e anni mentre a me, per la difesa, non si concedono che pochi istanti. Beh, vada come a Dio piacerà. Quale era l’accusa di quei primi. Eccola. Socrate è colpevole di indagare le cose celestiali e le sotterranee e di saper rendere più forti le ragioni più deboli».

[i] Rossano Brazzi è nato a Bologna il 18 settembre 1917 ed è morto a Roma il 24 dicembre 1994. Ha recitato, tra gli altri film, in La contessa scalza (1954) di Joseph L. Mankiewicz, Tre soldi nella fontana (1954) di Jean Negulesco, Tempo d’estate (1955) di David Lean e South Pacific (1958) di Joshua Logan.
[ii] Ermete Zacconi è nato a Montecchio Emilia il 14 settembre 1857 ed è morto a Viareggio il 14 ottobre 1948. Ha recitato in Padre (1912) di Giovanni Pastrone, L’emigrante (1915) di Febo Mari, Un colpo di vento (1936) di C. V. Tavano, Pioggia d’estate (1937) di Michele Badich, Le perle della corona (1937) di Sacha Guitry (1937) e Romanzo di un giovane povero (1942) di Guido Brignone.
[iii] Corrado D’Errico è nato a Roma il 19 maggio 1902 ed è morto sempre a Roma il 3 settembre 1941. Ha girato, tra gli altri, Freccia d’oro (1935), Tutta la vita in una notte (1938) e Miseria e nobiltà (1940).
http://www.ziccardi.org/?p=663


10 comentarios:

  1. ¿Sería posible cambiar de nuevo los enlaces y conseguir subs en esp o ing?
    Me interesa mucho esta película!

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    1. Cambiados los enlaces. En cuanto a los subtítulos, no los encontré.
      Saludos.

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  2. Re up please! i'm searching this film for a while, and your blog is the only place where i've seen a real download link!

    Please re-up!

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  3. ¿Sería posible cargar de nuevo los enlaces de esta película?
    Un gran saludo y felicitaciones para un blog de cine tan interesante.
    maskbauta

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    1. Querido amigo, muchísimas gracias por la rapida respuesta.
      maskbauta

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