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miércoles, 4 de septiembre de 2013

Viva l'Italia - Massimiliano Bruno (2012)


TITULO ORIGINAL Viva l'Italia
AÑO 2012
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS No
DURACION 100 min.
DIRECCION Massimiliano Bruno
GUION Massimiliano Bruno, Edoardo Maria Falcone
MUSICA Giuliano Taviani, Carmelo Travia
FOTOGRAFIA Alessandro Pesci
REPARTO Raoul Bova, Ambra Angiolini, Michele Placido, Alessandro Gassman, Rocco Papaleo, Edoardo Leo
PREMIOS 
2012: Premios David di Donatello: Nominada a mejor actriz secundaria (Ambra Angiolini)
PRODUCTORA Italian International Film / Rai Cinema
GENERO Comedia | Política

SINOPSIS  Michele Spagnolo es un senador corrupto postrado en la cama un día en que debe recomendar a una corista para la televisión. Su malestar le afecta a la parte del cerebro que controla la inhibición, así que, de pronto, el político empieza a decir la verdad, toda la verdad y nada más que la verdad en todos los asuntos que toca, convirtiéndose en una bomba de relojería tanto para sí mismo como para su familia y su partido. (FILMAFFINITY)


Enlaces de descarga (Cortados con HJ Split)


TRAMA: 
E se un giorno un politico cominciasse a dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità? Il politico in questione si chiama Michele Spagnolo, un nome forte, di quelli che comandano, ed ha tre figli: Riccardo, medico integerrimo e socialmente impegnato; Susanna, attrice di fiction senza alcun talento; Valerio, un buonannulla in carriera che deve tutto al padre. In oltre trent'anni di onorata carriera Michele ha sempre anteposto i suoi interessi personali a quelli della collettività ed è passato indenne attraverso i mille scandali che hanno flagellato il nostro paese. L'ultima cosa al mondo che dovrebbe succedere ad un uomo del genere è dire la verità...Eppure, dopo una notte trascorsa con una “promettente” soubrette televisiva, Michele viene colto da un malore, si salva, ma non senza conseguenze. L'apoplessia ha colpito proprio la parte del cervello che controlla i freni inibitori ed ora il politico dice tutto ciò che gli passa per la testa, fa tutto quello che gli va e non ha la minima cognizione della gravità delle sue azioni.

CRITICA: 
Per il secondo film, che lui voleva fosse il primo, Massimiliano Bruno cede alla rappresentazione attuale e indigesta di una politica di intrallazzi, parole vuote e soubrette nude. Partendo da quell’Italia piccola che delude e sghignazza il regista prova la carta della denuncia, con un coro di attori brillanti. Nella maturazione dal suo esordio tuttavia perde in parte la sua carica sensibile, facendo ridere con più freddezza, meno stupore e più eccessi. Tanta genuina foga nel mostrare le nostre macerie innalza indubbiamente gli obiettivi di Viva l’Italia. Una commedia che comunica ma non si amalgama, si complica lodevolmente di immagini serie, allentando il ritmo. Raccontando senza inganni una faccia che conosciamo bene, il film, sorridendo, dice la verità. (Giulia Pietrantoni)

Non solo un'esultanza, Viva l'Italia è anche un modo per ricordarci che siamo in un paese vivo. Questo ci dice Ambra Angiolini, condividendo, con il resto del cast del film di Massimiliano Bruno, il ridere salutare e amaro di molte situazioni note e la voglia di cambiare questa direzione perversa. Alla presentazione del film il dibattito si è acceso, e questo ha fatto piacere a tutti i presenti. Primo fra tutti al regista, che lasciato un bel segno con Nessuno mi può giudicare, confessa che sarebbe dovuto essere questo il suo esordio "quindi ci tengo in modo particolare visto che i tempi, se possibile, sono ancora più maturi". 
In effetti Bruno vorrebbe che la sua commedia corale fosse anche sociale "in sé la commedia è un'espressione politica, forse lo abbiamo dimenticato. Non deve solo divertire, ma raccontare la volgarità, le contraddizioni e gli errori di questo paese, facendosi propositivo. Il cinema che amo è proprio questo". 
Sempre diretto, ironico, colorito e volenteroso, il regista romano non ama mettere filtri e di certo li toglie al suo protagonista, Michele Placido, che interpreta un politico lodevole di nulla il quale, dopo un malore, inizia a dire tutto ciò che gli passa per la testa. Un cataclisma di imbarazzanti rivelazioni che coinvolge innanzitutto i suoi figli “raccomandati”, interpretati da Raoul Bova, Alessandro Gassman e Ambra Angiolini. 
“Non mi sono ispirato a nessuno in particolare - dice Placido. Nel senso che ho preso come riferimento tutti i politici. Più facile di così”. E proseguendo “sono anch’io un cittadino medio, subisco il fascino di personaggi che si fanno promotori di idee, ma questo film cerca di aprire gli occhi, porre un’alternativa all’inettitudine e scuotere le coscienze dei più giovani”. 
I giovani sono la generazione più vasta, acclamata e, si spera, coraggiosa. Così vorrebbe Bruno, che denuncia la mancanza di uno spazio effettivo per comunicare le idee nuove, ma anche la pigrizia di molti nell’attendere soluzioni e possibilità di miglioramento sempre da qualcun altro. Così la pensa anche Raoul Bova (nel film l’unico segnalato a sua insaputa) che dice: “anche il mio personaggio, pur nella sua integrità, capisce che bisogna esporsi con soluzioni pratiche per cambiare le cose. Tanto allo scontro ci si arriva ugualmente, anche se si sta in disparte”. Convinti tutti che, al di là dei vizi e del malcostume radicato, tanto nella politica quanto nella sanità e nello spettacolo, ci possano essere margini di onestà, per Viva l’Italia la medicina è dire la verità. 
E nel momento in cui la discussione si sposta sulle rappresentazione delle donne (escort, soubrette e arriviste non mancano) il regista precisa: “ho cercato di calibrare molto bene i personaggi. E’ vero che ci sono molte figure femminili che rimandano a un panorama di volgarità ben presente nelle cronache odierne, ma sia Sara Felberbaum che Ambra Angiolini descrivono tutt’altro”. E Ambra che nel ruolo di aspirante attrice, con un invadente difetto di dizione, offre una prova molto convincente dice: “ho cercato la verità di questo personaggio anche nella mia esperienza personale. Era la soluzione migliore, perché al di là del divertimento e della leggerezza del mio personaggio, è vero che spesso ci si trova a combattere anche quando si merita e si ha un talento costruito con fatica. Altrettanto importante poi è avere qualcuno che sottolinei l’evidenza delle nostre possibilità. C’è bisogno di un occhio esterno, di un aiuto e di onestà”. 
Così Viva l’Italia vorrebbe che la discussione non finisse qui. Il cast (di cui fanno parte anche Edoardo Leo, Camilla Filippi e Rocco Papaleo) pensa sia un’occasione per iniziare un rinnovamento, incavolandosi col sorriso e preoccupandosi senza gettare la spugna, il quadro non è rassicurante, ma vogliamo guarire. Per il resto siamo nella mani del pubblico o del popolo, come direbbe Massimiliano Bruno, perché “la commedia deve avere in mente il popolo”. E’ il suo fardello e la sua benedizione. 
Giulia Pietrantoni
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Anche un altro film si chiama Viva l’Italia!, è del 1961 e parla della spedizione dei Mille; in questo però, senza Garibaldi e uomini a cavallo, soprattutto senza punto esclamativo finale, Massimiliano Bruno vorrebbe comunque raccontare una svolta del paese. Quella in cui dopo una brutta botta si torna a dire la verità.
Il suo modo è colorito, a volte greve, sincero e massiccio. Non è critico ma comico, ha la forza di un’invettiva che aspira (solo) a denuncia, e la prontezza della commedia.
Per il secondo film, che lui voleva fosse il primo, il regista e pluri-sceneggiatore romano cede alla rappresentazione attuale e indigesta di una politica di intrallazzi, parole vuote e soubrette nude. Ma è solo il prologo, perché l’onorevole di turno, con la faccia furba di Michele Placido, ha un malore improvviso e il danno gli fa perdere i freni. Senza più alcuna cautela, parole e azioni diventano fonte di enormi imbarazzi, e insperato buon senso. Tutti, specialmente i figli raccomandati (Ambra Angiolini, Raul Bova e Alessandro Gassman) ne conosceranno le esilaranti ripercussioni, volgendole al meglio solo in seguito.
Partendo da quell’Italia piccola che delude e sghignazza Bruno prova la carta della rivalsa. Nella maturazione dal suo esordio tuttavia perde in parte la sua carica sensibile, facendo ridere con più freddezza, meno stupore e più eccessi. E’ forse perché il suo coro di amici, tutti molto brillanti e ben indirizzati (da Placido ad Ambra con la zeppola), parla di figure troppo note (politici inutili, manager improvvisati e attrici per capriccio), luoghi (comuni) diffusi e una volgarità reale che non sotterriamo, ma si esaurisce in chiacchiera. Bruno lo sa, si incazza per questo paese, provando così a trascinare il suo “corale” in sociale. L’eccesso di onestà di un uomo diventa una scheggia, apre gli occhi ai figli che, dopo essere stati a lungo canzonati, iniziano a riparare le proprie vite.
Tanta genuina foga nel mostrare le nostre macerie innalza indubbiamente gli obiettivi di questa commedia che comunica ma non si amalgama, si complica lodevolmente di immagini serie (scontri di piazza e ammissioni di responsabilità) allentando il ritmo.
La risata di cuore, spontanea, anche semplificata, della periferia di Nessuno mi può giudicare cede il passo al malcontento generale, sempre più radicato e minaccioso nella sua prevedibilità. Ad un sarcasmo, ugualmente sentito, e meno sorprendente. Tanta amarezza ve la mostro tutta, sembra dire il regista, adesso sbilanciamoci in una direzione. Viva l’Italia non è indulgente, né scaccia crisi, abbozza, sorride ma tira anche un primo cazzotto. Racconta senza inganni una faccia che conosciamo. Ora spazio all’immaginazione, l’Italia è ancora viva, no?
Giulia Pietrantoni


“Viva l’Italia” nuova commedia corale di Massimiliano Bruno regista del campione d’incassi Nessuno mi può giudicare. un ricco cast di interpreti include Michele Placido, Raoul Bova, Ambra Angiolini, Alessandro Gassman, Edoardo Leo, Maurizio Mattioli, Sarah Felberbaum, Isa Barzizza, Rocco Papaleo e Paola Minaccioni.
Cosa succederebbe se un bel giorno, un politico cominciasse a dire la verità , ma proprio tutta la verità e nient’altro che quella?
Proprio da qui prende l’avvio VIVA L’ITALIA, una commedia che racconta il bel paese nelle sue tante contraddizioni, senza risparmiare niente e nessuno.
Il politico in questione si chiama Michele Spagnolo, un nome forte, di quelli che comandano, ed ha tre figli: Riccardo, medico integerrimo e socialmente impegnato; Susanna, attrice di fiction senza alcun talento; Valerio, un buona a nulla in carriera che deve tutto al padre.
In oltre trent’anni di onorata carriera Michele ha sempre anteposto i suoi interessi personali a quelli della collettività ed è passato indenne attraverso i mille scandali che hanno flagellato il nostro paese.
L’ultima cosa al mondo che dovrebbe succedere ad un uomo del genere è dire la verità…Eppure, dopo una notte trascorsa con una “promettente” soubrette televisiva, Michele viene colto da un malore, si salva, ma non senza conseguenze.
L’apoplessia ha colpito proprio la parte del cervello che controlla i freni inibitori ed ora il politico dice tutto ciò che gli passa per la testa, fa tutto quello che gli va e non ha la minima cognizione della gravità delle sue azioni.
Italia, cara Italia, e se davvero succedesse? Forse è meglio non pensarci …

1 comentario:

  1. Gracias por postear una película de Ambra Angiolini!! Subtítulos en español por favor!!!!!!!!!!!!! :_|

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