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sábado, 22 de enero de 2011

Ultimo tango a Parigi - Bernardo Bertolucci (1972)


TÍTULO Ultimo tango a Parigi
AÑO 1972 
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Español (Separados)
DURACIÓN 129 min.
DIRECTOR Bernardo Bertolucci
GUIÓN Bernardo Bertolucci & Franco Arcalli
MÚSICA Gato Barbieri
FOTOGRAFÍA Vittorio Storaro
REPARTO Marlon Brando, Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud, Massimo Girotti, Maria Michi, Catherine Allegret, Giovanna Galletti
PRODUCTORA Coproducción Italia-Francia; Produzioni Europee Associate (P.E.A.) / Les Productions Artistes Associes. Productor: Alberto Grimaldi
PREMIOS
1973: 2 Nominaciones al Oscar: Mejor director, actor (Marlon Brando) 
GÉNERO Drama | Erótico

SINOPSIS Una mañana de invierno un hombre y una muchacha se encuentran casualmente mientras visitan un piso de alquiler en París. La pasión se apodera de ellos y hacen el amor violentamente en el piso vacío. Cuando abandonan el edificio establecen el pacto de volver a encontrarse allí, en soledad, sin preguntarse sus nombres. (FILMAFFINITY)

Enlaces de descarga (Cortados con HJ Split)
 
 
Una mattina, a Parigi, un uomo con il soprabito di cammello infilato su una maglia, passa, cupo in volto; una ragazza in cappello, minigonna e stivali lo sfiora,si volta a guardarlo, prosegue. Il cammino di ambedue finisce a una casa sul cui portone pende il cartello dell’affittasi. Così l’uomo come la donna hanno delle buone ragioni per interessarsi al cartello la ragazza è fidanzata, si sposerà; l’uomo cerca un luogo dove star solo col suo dolore: sua moglie si è uccisa durante la notte. Salgono insieme nell’appartamento che presenta il solito spettacolo di squallore e di abbandono delle dimore disabitate. E così, girando da una stanza all’altra, i due si accorgono che in realtà essi sono lì per far l’amore. Il coito avviene nella maniera più violenta e più brutale, quasi a sottolineare che nel momento stesso in cui si avvinghiano, i due amanti, analogamente all’appartamento così nudo e così inservibile ai fini sociali, si sono liberati della loro identità, non sono più che due animali che si accoppiano nella caverna primitiva. E infatti, appena la ragazza accenna, dopo l’amore, a fare le solite domande: “Chi sei, come ti chiami, che fai?” ecc. ecc.; l’uomo la fa tacere: non debbono, non dovranno mai sapere nulla l’uno dell’altro; tra quelle pareti nude non dovranno mai esservi che i corpi nudi di un maschio e di una femmina. Nient’altro. Senonché, mentre il sesso è, ci si perdoni il bisticcio, essenziale rapporto tra due sessi, l’amore è invece rapporto tra due persone che sono attratte l’una verso l’altra, alla fine, per motivi “culturali” i quali, appunto, stendhalianamente, si cristallizzano intorno al rapporto sessuale. E il rapporto sessuale, d’altra parte, se non si trasforma in amore, non dura, sfocia nell’odio, nella crudeltà e nella noia. Anche nel caso di questi amanti senza nome, il sesso si cambia in amore e l’amore, a sua volta, rende insufficiente il sesso. Da una parte, la ragazza scopre che, proprio perché ama, non può sposare quest’americano avventuriero,di quarantacinque anni, proprietario di un piccolo albergo losco, la cui vita è un naufragio; dall’altra, l’americano scopre, anche lui perché ama, che non può fare a meno della ragazza come aveva creduto e che vuole sposarla. La ragazza, anche se col cuore spezzato, decide di diventare la moglie del registucolo da nulla con il quale è fidanzata; e, alla proposta di matrimonio del maturo amante, reagisce d’istinto sparandogli e uccidendolo. Questa, forse, la storia di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. Diciamo “forse” perché, in realtà, il film, pur essendo basato su un’idea addirittura romanzesca (l’appartamento in cui si fa l’amore senza sapere nulla l’uno dell’altro), non è fatto di eventi bensì di situazioni simboliche e ideologiche. Sbrogliare l’intrico di significati di questa vicenda a ben guardare allegorica come un mistero medievale, è insieme facile e difficile. In tutti i casi la filigrana freudiana è piuttosto visibile.
Nell’appartamento vuoto e opaco e, tuttavia, sede privilegiata di un erotismo risplendente, abita Eros; tutto il resto del mondo è abbandonato al dominio di Thanatos. Dunque l’anonimità sessuale è la vita; l’identità sociale è la morte. Ancora, nell’appartamento ha sede il sesso come autenticità; fuori, il film che il fidanzato regista gira, con la ragazza per protagonista, ci mostra l’amore come falsità. Infine, si potrebbe azzardare anche l’ipotesi “storicistica” l’Occidente borghese non conosce più altra verità vitale che quella del sesso; tutto il resto è macabra parodia. Ultimo tango a Parigi è un film fascinoso ma di un fascino freddo perché intellettualistico. Come un astro spento, lo si può guardare in faccia senza restarne abbagliati cioè commossi. Significativamente, la psicanalisi che è un tentativo di estendere il dominio della ragione al mondo interiore, qui viene adoperata come veicolo per un’irrazionalità furiosa, disperata, mortuaria. A tal punto che Eros, attraverso il sadismo e il masochismo vendicativi e sodomitici del protagonista, finisce per scambiare la parte con Thanatos. Tuttavia, le sequenze più belle del film sono proprio quelle in cui il sesso, rappresentato dal personaggio femminile, è sentito dal regista direttamente e sinceramente, senza tristezza, nella sua accezione più selvaggia e più casta. Qui Bernardo Bertolucci conferma le grandi qualità di intensità espressiva e di complessità tematica già così notevoli ne Il conformista. Tra gli interpreti Marie Schneider, la rivelazione del film, è una Jeanne piena di felice e impetuosa espressività. Marlon Brando, curiosamente, nonostante o forse a causa della sua bravura straordinaria e senza dubbio autobiografica, si direbbe che piuttosto che la decadenza del proprio personaggio per molti versi irreale, interpreti quella di se stesso.
Alberto Moravia
Da Al cinema, Bompiani, Milano, 1975


La comunicación se produce antes de la película

La comunicación es un factor vital para que un plató de cine funcione sin problemas. La comunicación debe establecerse con anterioridad a la filmación, porque en el plató casi será demasiado tarde.
Por ejemplo, cuando decidí hacer El último tango en Paris, llevé a Vittorio Storaro a ver la exposición de Francis Bacon en el Grand Palais de París. Le enseñé los cuadros y le expliqué que eso era el tipo de cosa que quería usar como inspiración. Y si observas la versión final de la película, hay matices anaranjados que tienen una influencia directa de Bacon. Después llevé a Marlon Brando a ver la misma exposición y le enseñé el cuadro que aparece al principio de la película, durante los crèditos. Es un retrato que parece bastante figurativo cuando lo ves por primera vez, pero si lo observas un rato, pierde su naturalismo por completo y se convierte es la expresión de lo que está sucediendo en el subconsciente del pintor. Le dije a Marlon: "¿Ves ese cuadro? Bueno, quiero que recrees ese mismo dolor intenso". Y ésa fue prácticamente la única -o, mejor dicho, la principal- instrucción que le di en la película. Suelo emplear los cuadros de esta manera, porque permiten comunicarse de una forma mucho más eficaz que con cientos de palabras.
Lecciones de cine, Entrevistas a cargo de Laurent Tirard, Edit. Paidós, 2010 (Pág. 67/68)

4 comentarios:

  1. Hola Amarcord! Antes que nada, felicitarte por el extraordinario blog que tenés. Ya me he bajado algunas de las películas y la verdad se ven excelentes. Un gran trabajo.
    También te escribo para hacerte un pedido, ya que he estado descargando "Ultimo tango a Parigi" y resulta que la parte 3 y 7 son el mismo link, con lo que la película queda inconclusa. Si no fuera mucha molestia podrías subir la parte 7?.
    Desde ya un millón de gracias.
    Un gran abrazo.

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  2. Gracias Paolasso-Art
    Agregado el link que corresponde (7), además, no es molestia, para eso está el blog.
    Nuevamente, gracias por avisar del error y espero que sigas encontrando las películas que te interesan. (Se aceptan comentarios y sugerencias)

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