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lunes, 11 de julio de 2011

Il Profeta - Dino Risi (1968)


TÍTULO Il profeta
AÑO 1967 
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Español (Separados)
DURACIÓN 100 min.
DIRECTOR Dino Risi
GUIÓN Ettore Scola, Ruggero Maccari, Dino Risi
MÚSICA Armando Trovajoli 
FOTOGRAFÍA Sandro D'Eva
REPARTO Vittorio Gassman, Ann-Margret, Liana Orfei, Oreste Lionello, Yvonne Sanson, France Ressel, Evi Rigano
PRODUCTORA Fair Films
GÉNERO Comedia

SINOPSIS Pietro Breccia, un joven empleado, cansado de la vida ruidosa y monótona que lleva en la ciudad con su mujer, se ha retirado al monte Soratte, desde donde hace más de cinco años lleva una vida de ermitaño. Descubierto por un equipo de televisión y reconocido, Pietro tiene que irse a Roma, porque la policía le hace declarar sobre algunos pleitos pendientes. En espera del juicio conoce a Maggie, una bella muchacha... (FILMAFFINITY)


Per sottrarsi al logorio della vita moderna e alle lusinghe della società dei consumi, un impiegato (V. Gassman) s'è ritirato sul monte Soratte, vicino a Roma, a fare l'eremita. Lo scova una troupe di TV 7, lo tenta con i piaceri del sesso una spregiudicata beat (Ann-Margret) e un losco (O. Lionello) del romano sottobosco lo convince a sfruttare la fama di profeta a scopo di lucro. “... è proprio un film di cui preferirei non parlare” (D. Risi). Scritto con Ettore Scola e Ruggero Maccari, è una rimasticatura di Il tigre (1967) con le intenzioni di critica e satira dei costumi scadute a barzelletta riciclata e a macchietta qualunquistica.
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=19308



Il profeta è un film figlio del Sessantotto, una pellicola generata da un clima culturale ben determinato, che va storicizzata per essere apprezzata fino in fondo. Dino Risi ha fatto di meglio, certo. Ma questa parabola anticonsumistica, impostata sul ritorno alla vita naturale, è ancora un prodotto godibile che strappa il sorriso e fa riflettere.
Vittorio Gassman è Pietro Breccia, un uomo stufo della civiltà che veste i panni dell’eremita, si lascia alle spalle modernità e famiglia, per ritirarsi sul Monte Soratte, vicino Roma, dove conduce vita da asceta. La civiltà dei consumi è inutile e corruttrice, lui non capisce la pubblicità, il traffico, la congestione delle strade, ma neppure i movimenti hippie, i figli dei fiori, le donne che pretendono diritti. Non ha fatto i conti con la televisione, grande corruttrice che irrompe nella sua vita, lo fa diventare un personaggio, dando in pasto agli spettatori la vita di un eremita, come se fosse una fiction. Finisce la pace, l’uomo è risucchiato dalla civiltà dei consumi, che lo normalizza, lo sfrutta, lo fa diventare uno dei tanti, persino peggiore di chi criticava.
Durante la sua permanenza romana si innamora di Maggie (Ann-Margrett), hippie disinibita che guida la moto e sfoggia una mise sessantottina a base di minigonna e stivaloni, infrangendo con lei il voto di castità. Oreste Lionello (doppiato, lui che è stato un grande doppiatore…), invece, è Puccio, losco giornalista che architetta imbrogli per sfruttare la notorietà del profeta. Pietro Breccia perderà l’amore, si lascerà corrompere da denaro, civiltà dei consumi e ricchezza, rinnegando la sua filosofia e gli ideali per cui aveva abbandonato la famiglia. Sposa la sorella di Puccio (Liana Orfei), apre il ristorante Dal Profeta, dove i camerieri indossano un tipico vestito di finta pelle di capra e diventa un imprenditore di successo.
Il profeta è una commedia gradevole, a metà strada tra il taglio realistico e il surreale, apprezzata dal pubblico, ma poco gradita dalla critica. Ettore Scola e Ruggero Maccari ci mettono le loro idee originali che hanno reso grande la commedia all’italiana, Armando Trovaioli una musica suadente a base di canzoni d’epoca (Bada Caterina), ma la stampa parla di “una rimasticatura de Il tigre (1967) con intenzioni di critica sociale e satira dei costumi non del tutto riuscite” Persino Dino Risi pare che abbia risposto a un giornalista del Corriere della Sera: “Un film di cui preferirei non parlare”. Troppo caustico.
Il film diverte, la commedia ha buoni tempi comici e Vittorio Gassman è ben calato nella parte di uno strampalato profeta che prima aborre la civiltà e dopo si lascia incantare dai sogni di ricchezza. Bene anche Oreste Lionello come laido giornalista speculatore che segue il profeta e ne individua le potenzialità economiche. La pellicola è interessante anche come spaccato di un’Italia che non esiste più, tra comuni di giovani, figli dei fiori, ragazzine in minigonna, prima pubblicità televisiva (Carosello), supermercati e traffico a base di Fiat Cinquecento.
Pino Farinotti la vede come noi, perché concede tre stelle, ma non motiva. Morando Morandini fa parte della critica che non gradisce: un stella, ma senza commentare. Per il pubblico restano due stelle. Paolo Mereghetti concede una stella e mezzo, ma distrugge il film: “Una satira qualunquista e meccanica sulla capacità di reintegrazione e assorbimento della società dei consumi e del successo, tutta affidata alle capacità istrioniche di Gassman, tra gag e battute non molto riuscite”.
Non è così vero. Gassman è importante, certo, ma le idee ci sono e la critica sociale non è così qualunquista. Il tema della società dei consumi che impedisce una vita naturale è più che mai attuale. Da rivedere, senza pregiudizi.
http://cinetecadicaino.blogspot.com.ar/2013/02/il-profeta-1967.html

9 comentarios:

  1. Dino Risi y el grandísimo Vitorio Gassman... un dúo irrepetible, cómo se les echa de menos. Gracias por la aportación.

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  2. Cine divino...
    Hace 2 dias descubrí este espectacular blog con cine que buscaba hace bastante tiempo.
    Ya tengo como 6 películas descargadas y me doy el gusto de mi vida...
    Cada película es un retorno a mi adolescencia y son un golpe bajo a mis recuerdos..
    Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli, Michell Simon, Amanda Sandrelli, Senta Berger, Claudine Auger,
    Cladia Gravina, Ornella Mutti, Gina Lollobrigida, Antonella Lualdi, Sylva Koscina y la inmortal Sofia
    Loren...
    Mujeres inolvidables, novias de todos nosotros, todas ellas dejaron huellas en mi pobre corazón de quinceañero...
    Y luego los endiablados de toda la vida, Marcelo, Alberto, toto, Hugo, Nino, Gino, Peppino, Aldo, Gian
    Maria, Renato, massimo, Roberto, Giancarlo, Edduardo DF y el extraordinario Vittorio Gassman.
    Patoteros, locos, hijos de su madre y con todo respeto...estos tipos dejaron enseñanzas para la calle y el buen vivir, para corresponder a una chica y para dejarla, para vestirse bién y para andar en harapos,
    ¿quién los puede igualar?...
    Mi abuela. mujer de mucho cuerpo y trajín, caminó los vaivenes de las damas arriba mencionadas y adoraba
    a los bastardos nombrados mas abajo. Lo bailado nadie se lo quitó. es por eso que cada "Martes femenino"
    buscaba la cartelera para encontrar esos nombres sin importar repetición y rauda se introducía a la
    platea para comerse a todos ellos y envidiar a todas ellas...
    El té de las cinco del dia siguiente era para narrar lo visto en el celuloide y contaba la película
    completa, con besos y...todo.
    Me enseñó -con solo contar- como debe verse una película...con el corazón en una mano y el espíritu en
    vilo.
    Gracias Amarcord, por traer estos recuerdos, que ya los había "visto" por boca de mia abuela y, que ahora, con otros ojos, los veo como ella quería, con el corazón y el espíritu.

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  3. Che Grande Sito ^_^

    Saludos
    Un amigo italiano

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  4. Soy un ferviente admirador del cine francés e italiano de los años 60, por ello te doy las gracias por tu blog que me parece genial.
    Un saludo. Manuel

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  5. Ciao,
    pultroppo i link non funzionano,
    potresti rimetterli?

    grazie tante.

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  6. Hola amigo, podrías reponer el link del subtitulado... Como siempre Muchas gracias un abrazo....EF.

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