ESPACIO DE HOMENAJE Y DIFUSION DEL CINE ITALIANO DE TODOS LOS TIEMPOS



Si alguién piensa o cree que algún material vulnera los derechos de autor y es el propietario o el gestor de esos derechos, póngase en contacto a través del correo electrónico y procederé a su retiro.




sábado, 9 de julio de 2011

Rosso Come Il Cielo - Cristiano Bortone (2005)

TÍTULO Rosso come il cielo 
AÑO 2006 
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Español (Separados)
DURACIÓN 96 min.
DIRECTOR Cristiano Bortone
GUIÓN Cristiano Bortone, Paolo Sassanelli, Mónica Zapelli
MÚSICA Ezio Bosso
FOTOGRAFÍA Vladan Radovic
REPARTO Paolo Sassanelli, Luca Capriotti, Marco Cocci, Simone Colombari, Patrizia La Fonte
PRODUCTORA Orisa Produzioni

GÉNERO Drama | Discapacidad

SINOPSIS En la Toscana de los años 70, el pequeño Mirco de 10 años es un gran aficionado al cine, pero a causa de un desafortunado accidente pierde la vista y la ley le considera un incapacitado para acceder a la escuela pública, por lo que sus padres se ven obligados a enviarlo a una institución. Allí, el niño encuentra un viejo grabador de bobina abierta y descubre que sólo con la utilización de los sonidos puede crear cuentos de hadas. A pesar de que la gente en el Instituto intenta hacerle desistir de su afición, Mirco irá convenciendo a otros niños ciegos para descubrir sus propios talentos. (FILMAFFINITY)

Enlaces de descarga (Cortados con HJ Split)
http://www51.zippyshare.com/v/62491197/file.html


Il film racconta una storia vera ed è tratto dai racconti di colui che nella vita è stato il protagonista di questa particolare fiaba, Mirco Mencacci, oggi uno dei più importanti montatori cinematografici del suono.
Siamo nel 1971 a Genova e Mirco è un bambino di 10 anni. Ama il cinema più di ogni cosa, soprattutto l’western, ma, giocando con un fucile del padre, un incidente gli toglie il mezzo per godere di ciò che più gli piace, la vista.
In quegli anni chi era cieco non poteva proseguire gli studi in una scuola pubblica, ma doveva rifugiarsi in quegli speciali ghetti che erano gli istituti per ciechi, il ragazzo entra così nell’istituto per ciechi “David Chiassone” di Genova.
Dopo un periodo di smarrimento e di demoralizzazione, Mirco trova un vecchio registratore e si accorge di poter raccontare delle storie con i suoni e i rumori, tagliando e riattaccando il nastro.
Quando questa sua nuova passione viene scoperta dall'Istituto, i dirigenti cercano in ogni modo di ostacolarla dicendo che non è possibile illudere questi bambini, dare loro delle speranze, perché la vita li ha definitivamente esclusi.
Mirco però non si arrende e in segreto prosegue questa sua attività di “taglia e incolla”, ma fa di più: coinvolge, con la complicità di una coetanea, figlia del custode dell’Istituto,  un po’ alla volta anche altri bambini e permette loro di capire di avere, come tutti, dei sogni e delle aspirazioni.
Viene espulso ma in sua difesa nasce una vera e propria mobilitazione (in quegli anni era possibile tale fattiva solidarietà) e così il ragazzo viene non solo riammesso, ma potrà mettere in scena una fiaba sonora presentata ai genitori che assisteranno bendati alla rappresentazione.

L’ispiratore della storia
Mirco Mencacci è nato nel 1961 a Pontedera e a 8 anni è diventato cieco a causa di un incidente.
Nel 1999 ha fondato la SAM, Società di post produzione del suono. Da allora ha firmato il Sound Design di molti film, tra cui Le fate ignoranti e La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek e La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. È fondatore e promotore della fondazione “In suono”, della Rete Interculturale delle Colline Pisane e del Museo Dinamico del suono.

Il cast
Paolo Sassanelli, co-sceneggiatore e interprete della figura di Don Giulio. Una lunga esperienza in teatro e la partecipazione a numerosi film indipendenti lo fanno riconoscere come uno dei più interessanti nuovi attori italiani.
Nel film interoreta Don Giulio, l'insegnante dei bambini e colui che, anche se ingenuo e mite, riuscirà a ribellarsi alle regole ottuse del collegio, sostenendo e aiutando il piccolo Mirco nel suo cammino verso l'autonomia e l'arte.
Luca Capriotti interpreta Mirco. Dopo un anno di ricerche è stato scelto Luca un bambino di Pontedera, con una capacità di ironia e una comunicativa straordinarie.
Francesca Maturanza intepreta Francesca, la figlia della custode dell'istituto, "complice" di Mirco. Francesca è genovese.
Simone Gullì, intepreta Felice, l'amico del cuore di Mirco che verrà trascinato dall'amico nelle sue mille diavolerie. imone è un bambino non vedente di Forno Canavese (Torino).

I premi
Vincitore del David Giovani 2007
Premio del pubblico miglior film straniero San Paolo International film festival
Menzione speciale della giuria Cinekid Film Festival
Premio della giuria Montreal International Youth Film Festival
Miglior film Tel Aviv International Children Film Festival
Miglior film per ragazzi Kinderfilmfest Amburgo
Premio del pubblico Durban International Film Festival



Altri Occhi
Guido Votano ha seguito per un anno la vita di due piccoli interpreti di Rosso come il cielo e delle loro famiglie, parallelamente alla lavorazione del film. L’edizione sonora di questo documentario, dal bel titolo, così come quella del film è stata poi curata dallo stesso Mirco Mencacci.

Altri Occhi è stato presentato in concorso, fra gli altri, al Festival di Torino e al Festival di Aubagne in Francia.
Film e documentario sono stati venduti già in più di 15 diversi stati, hanno ottenuto il patrocinio del Comune di Roma, il sostegno della Regione Lazio, della regione Toscana, dell’Agis scuola, ma soprattutto il concreto interesse delle associazioni che operano nel campo della disabilità visiva in Italia, prima tra tutte l’Unione Italiana Ciechi.
Sicuramente importante è il possibile uso didattico dei due film, sia per formare coloro che lavorano nel campo dell’educazione dei non vedenti e delle famiglie che hanno a che fare con la cecità, sia per rendere più consapevole il grande pubblico della realtà di chi non vede.
Lo spunto su cui si basa Altri Occhi è un finto film da girare ambientato in una scuola per bambini ciechi e nella scelta del relativo cast. Il regista segue così la vita quotidiana di due concorrenti, Federico che vive vicino a Roma e Matteo che vive ad Alberga, i due bambini che saranno “scelti” per fare il film.
Votano stesso appare nel documentario come il regista del film che si deve girare. Questa è la cornice, il documentario invece si basa sulla vita di due famiglie che hanno a che fare con questa disabilità e sul quotidiano di due bambini non vedenti.

Proprio perché Matteo e Federico sono i due protagonisti scelti dal regista, dovranno conoscersi e le loro storie da quel momento si incroceranno. Alla fine ai due bambini verrà dato un bastone bianco: tutti da quel momento potranno immediatamente capire la loro condizione, ma questo è lo scotto per ottenere un po’ di autonomia.
Sia Rosso come il cielo che Altri Occhi hanno saputo evitare il pericolo maggiore in questi casi: la retorica. Lavorando di sottrazione hanno presentato un tema, una realtà senza giocare troppo con l’emotività dello spettatore che di sicuro non può non rimanere turbato da una tanto diretta presa di contatto con il mondo complesso della cecità. 
http://www.wuz.it/recensione-dvd/2029/rosso-cielo-bortone-mencacci.html

3 comentarios:

  1. ¿Sería posible cargar de nuevo los enlaces de esta película?
    maskbauta

    ResponderEliminar
  2. muchisimas gracias por l'attention e por el sito muy interesante
    maskbauta

    ResponderEliminar