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domingo, 26 de junio de 2011

Quo Vadis Baby - Gabriele Salvatores (2005)


TÍTULO Quo Vadis, Baby?
AÑO 2005 
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Español (Separados)
DURACIÓN 105 min.  
DIRECTOR Gabriele Salvatores
GUIÓN Fabio Scamoni, Gabriele Salvatores (Novela: Grazia Verasani)
MÚSICA Ezio Bosso
FOTOGRAFÍA Italo Petriccione
REPARTO Angela Baraldi, Gigio Alberti, Claudia Zanella, Andrea Renzi, Elio Germano, Luigi Burruano, Alessandra D'Elia 
PRODUCTORA Colorado Films
WEB OFICIAL http://www.privati.tim.it/aree/2/14559/tim/0,,14559,00.html
GÉNERO Drama. Thriller

SINOPSIS Giorgia (Angela Baraldi), una detective privada en sus cuarenta, colérica, de físico descuidado, de carácter fuerte y duro, trabaja en la agencia privada que su padre posee en Bolonia. Consume la mayor parte de su tiempo en vigilar las infidelidades matrimoniales de los clientes que contratan sus servicios. Dieciséis años después del misterioso suicidio de su hermana menor Ada (Claudia Zanella), Georgia recibe una caja con cintas de vídeo que terminan siendo el diario íntimo de la desaparecida. El vídeo muestra una joven feliz y extrovertida, que sueña con el futuro, que lucha por empezar una carrera artística tratando, a la vez, de ocultar una relación que mantiene con otra persona mas allá de su pareja. Mientras recorre los vericuetos de la historia y los de su propia y compleja vida amorosa, Giorgia se da cuenta que se hunde cada vez más en el pasado de su hermana y, por ende, en el suyo propio. (FILMAFFINITY)

Enlaces de descarga (Cortados con HJ Split)
http://www8.zippyshare.com/v/9773509/file.html


"La verità è una bugia che non è stata ancora svelata."

La storia tra passato e presente; il dramma del suicidio all'interno di una famiglia, il desiderio di scoprire la verità. Una donna sola, un'investigatrice privata con il peso dei ricordi e il senso di colpa. Il tempo si snoda fra le confessioni di chi non c'è più e un'infanzia lontana.
Manca "l’ultimo tragico atto"; quello che il regista concede ai nostri occhi.
Dall’omonimo romanzo di Grazia Verasani, Gabriele Salvatores porta sullo schermo un thriller femminile incollato al volto intenso, sofferto e trasparente di Angela Baraldi. Un "noir" intimista fatto di eroi sconfitti e reduci della Storia che tentano di salvare se stessi, di sfuggire al destino.
Nella bottega dell’artista (il titolo del film è tratto dalla celebre battuta di Marlon Brando ne L’ultimo tango a Parigi), tutto sembra sotto perfetto controllo. Si vive una storia che aspira ad essere senza tempo, che sfalsa gli eventi, ma che distingue il dipinto e la cornice. La cornice non è permeabile e non permette allo spettatore d’invadere il campo. Salvatores sostituisce il racconto della verità con quello alternativo dell’esibizione della verità.


Riflessione sul linguaggio, sul concetto di soggettività e di sguardi, sul desiderio di dominare le immagini: un tentativo di tagliare nuovi traguardi, di raggiungere nuovi obiettivi stilistici e narrativi.
Il percorso artistico di Salvatores è costellato di una serie di piccole, grandi "svolte", intese come una "ricerca". L'estrema ricerca di un passaggio dello spettatore da semplice osservatore a parte attiva del film, si ottiene proprio nel fornire allo spettatore, alla fine della pellicola, un ultimo elemento che nessuno dei personaggi della storia conosce. Lasciare quindi al pubblico l’impegno di "chiudere" la storia, di trarre le sue conclusioni e formulare le sue ipotesi.
Un atto di amore, quello del regista italiano, nei confronti di un’arte che non è qui solo chicca per cinefili ma, apertamente, rivela la sua potenza come mezzo espressivo, atto di ribellione, sogno o disincanto.
Andrea Olivieri
http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?id=756&mod=film

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