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jueves, 18 de agosto de 2011

Il minestrone - Sergio Citti (1981)


TITULO Il minestrone
AÑO 1981
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS No
DURACION 104 min
DIRECCION Sergio Citti
GUION Sergio Citti, Vincenzo Cerami
ESCENOGRAFIA Dante Ferretti
MUSICA Nicola Piovani
GENERO Comedia
PROTAGONISTAS Franco Citti, Ninetto Davoli, Roberto Benigni, Olimpia Carlisi, Giorgio Gaber, Fabio Traversa, Carlo Monni, Franco Javarone, Franco Diogene, Loris Zanchi, Daria Nicolodi, Daniele Pagani, Marcella Petrelli, Guerrino Crivello, Alvaro Amici

SINOPSIS Due pellegrini affamati partono da Roma verso il Nord, attraverso la campagna; lungo la strada altri si aggiungono a loro, ciascuno diverso dall'altro, ma accomunati dal bisogno di cibo. Scritta con Vincenzo Cerami, è una fiaba comico-poetica, dominata dallo sguardo dal basso del suo autore: distaccato, affettuoso, semplice eppur misteriosamente trasfiguratore. È lo sguardo di un anarchico epicureo che guarda il mondo come se per istinto (o antica saggezza?) sapesse già tutto. Qualche squilibrio è dovuto probabilmente al fatto che il film per le sale è la riduzione di un'edizione per la TV di 3 puntate. (Corriere della Sera)


Il minestrone è un film grottesco e surreale del 1981, diretto da Sergio Citti, interpretato da Franco Citti, Ninetto Davoli, Roberto Benigni e Giorgio Gaber. Della durata di 160’ e trasmesso in TV diviso in tre episodi, uscì nelle sale ridotto a 104’. La versione che ho visto è quella da 160’.
Con questo film Sergio Citti firma la sua quinta regia dopo Ostia (1971),  Storie Scellerate (1973), Casotto e Due pezzi di pane (1979) e dopo aver fatto esperienza come aiuto regista di Mauro Bolognini (La notte brava, Una giornata balorda), Franco Rossi (Morte di un amico) e cosa ben più importante dopo il lavoro con Pasolini sia come consulente dei dialoghi nei romanzi di borgata (Ragazzi di vita, Una vita violenta) sia come aiuto regista in tutti i suoi film.
Un apprendistato molto particolare e determinante che poi ha dato vita ad esperienze cinematografiche di notevole originalità e sensibilità estetica.
Il minestrone è un film che riprende il tema antico della fame, la fame atavica tipica di maschere della Commedia dell’Arte come Arlecchino e Pulcinella. La fame ontologica, che fa parte del proprio stesso essere e che da sola riesce a spingere e tenere su tutta la narrazione. Il Minestrone è infatti strutturato come un percorso, un viaggio alla ricerca del soddisfacimento di questo bisogno che mai viene placato se non temporaneamente o in modo immaginario. Con questi ultimi due termini mi riferisco a due scene in particolare: il film inizia con Carlo Citti e Ninetto Davoli che come cani cercano cibo nella spazzatura. In prigione incontrano Roberto Benigni, maestro nell’arte di mangiare nei migliori ristoranti e poi “fare il vento”. Una volta fuori si uniscono e vanno ad ingozzarsi in una trattoria ma nell’euforia della fuga cadono in una grossa pozzanghera e vomitano tutto. La seconda scena è quella più famosa del film di Sergio Citti, in cui dopo un lungo vagabondare per le campagne toscane e dopo che la compagnia si è notevolmente allargata, tutti giungono in una spiaggia e in un rudere di un ristorante mettono in scena un finto e lauto pranzo, mimando ogni sorta di leccornia.
Il minestrone è un film che si potrebbe inserire tra il grottesco e il surreale. I comportamenti assurdi e senza spiegazione dei personaggi denotano una realtà altra, un secondo ordine delle cose, un mondo rituale in cui risuonano atmosfere quasi archetipe fatte di paesaggi lunari e desertici. Sembra che nessuno abbia altra ragione di esistere se non quella di procurarsi del cibo, dimenticando i luoghi di appartenenza e gli affetti. Citti, Davoli e Benigni giungono in toscana per sbaglio e niente fa pensare ad un loro bisogno di tornare a Roma dove trovare cibo sarebbe anche più facile. Continuano invece il loro vagabondare nelle campagne toscane che in realtà assumono tutte le caratteristiche di un deserto. I personaggi portano in giro il loro corpo senza avere una meta precisa in quanto l’unica forza che lì spinge è la fame.
Un messaggio che si potrebbe trarre da Il minestrone di Sergio Citti è che la fame scardina ogni ordine sociale e mette in discussione le principali norme di civiltà: per seguire i bisogni dello stomaco un padre è deciso ad abbandonare moglie e figlia e un gruppo di vagabondi non si fanno alcun problema a seguire un Giorgio Gaber spettinato, in vestaglia e flebo, evidentemente matto da legare, che li conduce verso un luogo ignoto da dove gli altri fuggono.
http://lacasastregata.blogspot.com/2009/03/il-minestronedi-sergio-citti.html


Ninetto Davoli e Carlo Citti guardano il cielo per la prima volta.

Riguardando alcune scene del bellissimo film di Sergio Citti Il minestrone  sono rimasto impressionato da una sequenza in particolare, in cui ho visto una meravigliosa metafora della nostra contemporaneità. Il film, del  1981, è tutto basato sulla fame atavica dei protagonisti (interpretati da Carlo Citti, Ninetto Davoli e Roberto Benigni) e delle loro avventure alla ricerca di cibo. Il film è abbastanza lungo, 160 minuti, tanto che per trasmetterlo in tv fu necessario dividerlo in tre episodi.
La scena in questione è la seguente: Citti e Davoli, dopo aver cercato incessantemente del cibo nei cassonetti dell’immondizia, dopo essersi litigati delle salsicce con un cane e dopo aver spinto una camionetta piena di ogni ben di Dio che non potevano sfiorare nemmeno con un dito, si ritrovano al centro di una strada nelle periferie romane, circondati da enormi mostri di cemento. Guardano in alto e restano meravigliati alla vista del cielo. Ninetto Davoli esclama: “Ammazza quanto cielo c’è!”. Iniziano a sopraggiungere delle macchine, la gente scende dalle vetture e inizia come contagiati dai due poveri diavoli a guardare il cielo, come per la prima volta. Le auto si accalcano creando un ingorgo e la folla si fa man mano più fitta e tutti col naso all’insù. Poi arrivano i gendarmi, arrivano con le armi e disperdono la folla e arrestano Citti e Davoli, accusati di intralcio al traffico.
Guardare il cielo come se fosse la prima volta. E’ ancora possibile nel nostro mondo dominato dalla fretta e dalla simultaneità. E’ ancora possibile meravigliarsi delle cose che ci sono più comuni ma alle quali ci siamo inevitabilmente abituati?
Questa è la parola chiave: abitudine. Ci siamo talmente abituati al fatto di avere un cielo in testa che ci siamo dimenticati della sua esistenza. Da adulti che siamo, abbiamo perduto lo sguardo dei bambini che facendo esperienza del mondo si meravigliano di tutto.
Non meravigliarsi di nulla. Siamo condannati a questa condizione? E’ possibile per noi adulti meravigliarsi ancora di qualcosa? Bisogna prima di tutto fermarsi un attimo.
Lo sguardo di colui che si meraviglia guardando il cielo è ciò che accomuna secondo me l’artista allo scienziato. Sia l’uno che l’altro non possono abituarsi alle cose.
Se Galileo avesse alzato lo sguardo al cielo senza meravigliarsi , probabilmente non avrebbe scoperto nulla.
http://lacasastregata.blogspot.com/2009/03/ninetto-davoli-e-carlo-citti-guardano.html


23 comentarios:

  1. La parte 2 del cd.3 non funziona

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  2. Trataré de solucionarlo a la brevedad.

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  3. Cambiados todos los enlaces del CD 3

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  4. IL PROBLEMA è rimasto

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  5. Acabo de probarlos con JDownloader y funcionan.

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  6. la parte 2 del cd3 non funziona potreste ripristinarla ,grazie mille

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  7. Ho cambiato tutti i link al CD 3.
    Prova a scaricare con JDownloader, li ho provati e funzionano.
    Saluti.

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  8. Scusami se insisto ma alle 22.22 di oggi 23 agosto 2011 il link è già obsoleto.
    Ti ringrazio

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  9. Algo raro pasa en Mediafire.
    Borré los enlaces viejos, volvìa a cortar el CD 3 y lo subí. Cuando lo probé funcionaba y ahora veo que nuevamente está fuera de linea.
    No tengo respuesta para el problema.
    Mañana voy a hacer todo nuevamente para ver que sucede. Paciencia.

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  10. Cambiado nuevamente el link 2 del CD 3.
    Espero que funcione.

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  11. il problema è rimasto.

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  12. The link 3/2 yet doesn't work, sorry

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  13. Per favore, potresti ricaricare la parte 3?

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  14. Colocados nuevos enlaces en un nuevo servidor.
    Espero funcionen.

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  15. Grazie, sei stato molto paziente

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  16. Muchas gracias Amarcord—Eres un verdadero amigo!

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  17. Amarcord: los enlaces te los borraron. Saludos.

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  18. Cambiados los enlaces del CD 1 y CD 2. Espero que duren.

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  19. Can you re-upload this film, please?

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  20. Muchas gracias Amarcord...puoi ricaricare i link 4-5-6 del cd 2 e tutti i link del cd3?

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