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viernes, 21 de octubre de 2011

Fame Chimica - Antonio Bocola e Paolo Vari (2003)


TITULO Fame chimica
AÑO 2004
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Inglés y francés (Separados)
DURACION 97 min
DIRECCION Antonio Bocola e Paolo Vari
ARGUMENTO Antonio Bocola, Filippo Casaccia, Simona Giacomelli, F.Scarpelli, Sabina Uberti Bona, P. Vari
GUION Antonio Bocola, Paolo Vari, Cristina Proserpio, Francesco Scarpelli, Gianfilippo Pedote
PRODUCTOR Franco Zuliani, Gianfilippo Pedote, Pio Bordoni, Franco Bocca Gelsi
FOTOGRAFIA Mladen Matula
MONTAJE Maurizio Grillo
MUSICA Luca "'o Zulù" Persico
ESCENOGRAFIA Igor Ronchese, Nicola Pellegrini, Chicco Longo, Alessio Baskakis, Luigi Maresca
VESTUARIO Sabrina Beretta
GENERO Drama
PREMIOS
Festival di Annecy 2004: mejor film, mejor actor, premio del público
Premio Giuseppe De Santis 2004: Dolly d'oro mejor direccion
Festival Magna Graecia 2004: mejor film
INTERPRETES Y PERSONAJES
Giulio Baraldi: Cosimo
Mimmo Allanprese: Cuccu
Joel Bossi: Damon
Andrea Canesi: Renato
Marco Foschi: Claudio
Teco Celio: padre di Claudio
Matteo Gianoli: Manuel
Vito Gravante: Carlo
Francesco Guida: Fridas
Alessandro Mureddu: Alarico
Olga Olgiati:
Luca "'o Zulù" Persico: se stesso
Valeria Solarino: Maja
Giovanna Pattonieri Revere: madre di Maja
Roberto Sbaratto: Grignani
Mauro Serio: poliziotto Di Natale
Umberto Terruso: poliziotto
Angelo Tramontana: Tony
Matteo "TrKvTz" Vescovi: Davidone
Persefone Zubtic: Margareth

SINOPSIS Due amici continuano a trovarsi nella piazza dove si sono conosciuti da bambini e dove sono cresciuti insieme, con i ragazzi della periferia urbana, i cosiddetti zarri. Ormai hanno due vite diverse, uno vive facendo il "pusher" l’altro ha un lavoro "regolare", molto faticoso e mal pagato. Ma continuano a vedersi e rispettarsi, finché tra loro non si inserisce una bella ragazza, di cui entrambi si innamorano. Sullo sfondo delle tensioni sociali che si accumulano nella piazza, la storia di una lunga amicizia sembra sgretolarsi. Ma appena chiariti gli equivoci un evento drammatico sembra chiudere per sempre le prospettive del giovane "pusher". L’amico decide allora di dare una svolta alla sua vita e di guardare il mondo con occhi diversi.



Piazza Yuri Gagarin.
Nella realtà non esiste, ma la si potrebbe trovare nella periferia qualunque di una qualunque metropoli europea. Per noi è diventata la piazza che abbiamo sotto casa, al quartiere della 'Barona', nella periferia sud-ovest della città di Milano.
E' qui che è ambientata la nostra storia.Piazza Yuri Gagarin è un microcosmo periferico che pareva vitale e capace di grande solidarietà negli anni delle utopie ma che ha finito per raccogliere e amplificare tutte le tensioni e i conflitti sociali del mondo di oggi. Marocchini e albanesi - gli immigrati - da una parte, i residenti che incitano all'ordine dall'altra. In mezzo gli 'zarri', i giovani del quartiere, che trascorrono pomeriggi e serate intere sulle panchine e quando si vedono costretti a fare i conti con la realtà trovano davanti ai loro occhi un futuro che sembra un vicolo cieco.
Due amici continuano a trovarsi nella piazza dove si sono conosciuti da bambini e dove sono cresciuti insieme, con i ragazzi della periferia urbana, i cosiddetti zarri. Ormai hanno due vite diverse, uno vive facendo il 'pusher' l'altro ha un lavoro 'regolare', molto faticoso e mal pagato. Ma continuano a vedersi e rispettarsi, finché tra loro non si inserisce una bella ragazza, di cui entrambi si innamorano. Sullo sfondo delle tensioni sociali che si accumulano nella piazza, la storia di una lunga amicizia sembra sgretolarsi. Ma appena chiariti gli equivoci un evento drammatico sembra chiudere per sempre le prospettive del giovane 'pusher'. L'amico decide allora di dare una svolta alla sua vita e di guardare il mondo con occhi diversi.

FAME CHIMICA, IL MONDO IN UNA PIAZZA
Uno dei 5 'progetti produttivi' sostenuti dal festival Filmmaker nel 1997 era il mediometraggio 'Fame Chimica', diretto da Antonio Bocola e Paolo Vari.
Un esperimento di 'docu-fiction' realizzato con i ragazzi del quartiere Giambellino di Milano, protagonisti e interpreti di se stessi. Il film ebbe un'ampia diffusione in un circuito di centri sociali e di associazioni di tutta Italia.
Cinque anni dopo gli stessi autori realizzano un lungometraggio di finzione, chiamato anch'esso Fame Chimica, che è il punto di arrivo di quell'esperienza. Il nuovo Fame Chimica fa proprie alcune convenzioni narrative del cinema per raccontare da vicino il mondo dei ragazzi di periferia: la panchina in piazza su cui si ritrovano da anni, le acrobazie con gli scooter, la discoteca del sabato sera, le pastiglie che 'si calano', la vitalità esplosiva e le crude disillusioni che battono alla porta del loro avvenire. Sullo sfondo c'è la 'loro piazza', il luogo dove sono cresciuti, divenuta nel tempo un accumulatore delle tensioni e dei conflitti che marcano la società italiana di oggi.
Un momento critico nel rapporto tra due amici (uno è un piccolo 'pusher' di quartiere, l'altro un giovane lavoratore precario) fa emergere la vitalità istintiva e l'attaccamento di questi giovani a un mondo di valori contraddetto sistematicamente dalla pressione del mondo esterno, che li stringe in una morsa soffocante. Quando diventano consapevoli dell'inganno di una realtà senza sbocchi possono scegliere di arrendersi al senso di una sconfitta che sembra decretata dalla nascita oppure decidere di resistere ad ogni prezzo all'omologazione e alla perdita di sé.
La necessità di mettere in scena personaggi veri e credibili ha portato a valorizzare le qualità di attori giovanissimi o le caratteristiche di spontaneità e freschezza che appartengono a 'non attori', come Marco Foschi, uno dei giovani attori più interessanti della scena teatrale attuale, Matteo Gianoli, attore non professionista che rivela un talento sorprendente, oppure Valeria Solarino, neo-diplomata alla scuola di recitazione di Torino diretta da Luca Ronconi. A loro fianco figurano attori di grande esperienza e sensibilità, come Teco Celio, interprete tra l'altro di film di Kieslowski, Alain Tanner, Daniel Schmid, Francesco Rosi, Giuseppe Bertolucci.
Le musiche hanno un ruolo fondamentale in un film di giovani e per i giovani. Luca 'Zulù' Persico - il leader dei 99 Posse - ha assunto la direzione artistica delle colonna sonora e ha coinvolto musicisti come Pino Daniele, Al Mukawama, Zion Train, il gruppo 'E Zezi, Subsonica, Ludovico Einaudi, Royalize e altri che con lui danno vita a una colonna sonora vicina alla sensibilità giovanile e capace di sottolineare emotivamente il senso e l'atmosfera del film.
Il film è girato in Super 16 trasferito su 35 mm., con una fotografia a cavallo tra naturalezza e intensità emotiva curata da Mladen Matula, direttore della fotografia di fiction, documentari e pubblicità formatosi a Zagabria.
Il montaggio, che punta a valorizzare lo sviluppo emotivo del racconto, è a cura di Maurizio Grillo, montatore di diversi corti, documentari e filmati pubblicitari.

NOTE DI PRODUZIONE
Fame Chimica si sviluppa a partire da un modello produttivo che tiene conto della realtà del sistema di produzione cinematografico e cerca di scavalcarne le strozzature e gli ostacoli. La produzione del film non attinge a finanziamenti pubblici e non fa capo ad un unico produttore, che tende ad imporre condizioni artistiche e produttive per il buon esito del film spesso con scarsi risultati.
Il progetto Fame Chimica nasce da un gruppo di persone che hanno dato vita alla cooperativa Gagarin (dal nome della piazza che è al centro del film), nucleo ispiratore artistico e produttivo del film.
Gagarin ha chiesto una partecipazione produttiva a tutti coloro che hanno preso parte alla sua realizzazione: persone e società che ritenevano che il film avesse ragione di esistere e che si sono adoperate, ciascuno per la sua parte, perché questo avvenisse. Tutti costoro hanno re-investito nel film una parte del compenso per la loro prestazione professionale trasformandola in apporto finanziario alla produzione. La quasi totalità delle persone che hanno lavorato, ognuno col suo ruolo, alle diverse fasi di realizzazione del film, buona parte delle società che hanno messo a disposizione mezzi o servizi per le riprese e il montaggio oltre ad alcuni finanziatori che hanno investito nel progetto credendo nelle sue potenzialità, sono diventati effettivamente e formalmente comproprietari del film, attraverso una formula di associazione in partecipazione che ha dato vita all'Associazione Fame Chimica e che riconosce a ciascuno dei suoi aderenti quote di proprietà del film proporzionali al proprio apporto. L'Associazione Fame Chimica insieme con la coop Gagarin che la rappresenta, è il produttore di maggioranza del film.
Determinante per la realizzazione di Fame chimica il rapporto di co-produzione con la società Ubu film , che ha coperto il 25% dei costi di produzione. Gagarin e Ubu Film hanno gestito insieme la produzione esecutiva del film.
Fame Chimica è stato pre-acquistato in Italia da Tele + e verrà trasmesso sui canali Pay Tv di Sky Italia.
Tramite la CISA Service, casa di produzione che ha sede a Lugano, il film è stato pre-acquistato anche dalla Televisione della Svizzera Italiana e ha avuto un sostegno dal Canton Ticino.
Il progetto è realizzato con il sostegno di Filmmaker, festival milanese finanziatore del primo 'Fame chimica' e con il patrocinio del CNCA, Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza.
A differenza di quanto accade abitualmente, quindi, Fame Chimica è diventato proprietà condivisa di una 'rete' di persone, società, enti che riconoscono al progetto un valore artistico e culturale e una potenzialità di mercato. Questo ha finito per porre il suo processo di realizzazione al di là degli schemi abituali, portandolo verso un'organizzazione del lavoro più aperta, in grado di dare valore alla partecipazione, alla collaborazione e alla valorizzazione del ruolo professionale di ognuno.



I registi: Paolo Vari e Antonio Bocola

Dal 1995 lavorano come registi di fiction, documentari, video clip, spot pubblicitari.
Hanno diretto il lungometraggio Fame Chimica, prodotto dalla Cooperativa Gagarin con l'Associazione per Fame Chimica, Ubu Film e CISA Service.
Hanno diretto i film mediometraggi Fame Chimica (1997), vincitore del "Premio Filmmaker" e del "Festival di Arcipelago", Liberi tutti (1998), Pompeo (1999), produz. Filmmaker e CNCA.
Hanno scritto e diretto la docu-soap I Love Italy (8 puntate prodotte da Telepiù e dalla TSI) e numerosi documentari tra cui Lavori in corso (Prod. Monogatari, trasmesso da Mediaset), Le mani sulla vita (90 min. Prodotto da Camera G&P e Rai Fiction, in onda su TSI e Arté nel 2002), Regolarmente, Prod. Zebra Communication / Min. Affari Sociali, Potrei Credere solo a un Dio che sapesse danzare, Prod. Studio Equatore / Metamorphosi, Segnalato al Festival di Riccione TTVV, Europa-Maghreb,
Nel 2001 hanno lavorato come autori e registi alla trasmissione televisiva Le Iene (Mediaset).
Hanno diretto numerosi spot pubblicitari e videoclip musicali, tra cui Comuntwist dei 99 Posse (premiato come migliore videoclip italiano nel 2001).
Con Multiplicity, agenzia di osservazione del territorio, hanno curato il progetto USE Uncertain states of Europe esibito con una mostra multimediale a Bordeaux 2000, Bruxelles 2001, Tokyo 2001, Perth 2002, La Triennale di Milano.
http://www.arteca.org/strane_visioni/fame_chimica/home.htm


3 comentarios:

  1. Hola, Amarcord

    De nuevo vengo con peticiones. En cuanto puedas, ¿podrías resubir esta película? Como siempre, muchas gracias y perdona las molestias.

    Un abrazo

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