ESPACIO DE HOMENAJE Y DIFUSION DEL CINE ITALIANO DE TODOS LOS TIEMPOS



Si alguién piensa o cree que algún material vulnera los derechos de autor y es el propietario o el gestor de esos derechos, póngase en contacto a través del correo electrónico y procederé a su retiro.




viernes, 6 de mayo de 2011

Germania anno zero - Roberto Rossellini (1948)


TÍTULO Germania, anno zero
AÑO 1948 
IDIOMA Italiano
SUBTITULOS Español (Separados)
DURACIÓN 74 min.
DIRECTOR Roberto Rossellini
GUIÓN Roberto Rossellini, Carlo Lizanni, Max Colpet
MÚSICA Renzo Rossellini
FOTOGRAFÍA Robert Juillard (B&W)
REPARTO Edmund Moeschke, Werner Pittschau, Barbara Hintz, Franz Krüger, Alexandra Manys, Erich Gühne
PRODUCTORA Coproducción Italia-Alemania-Francia; Tevere Film / Safdi / UGC
PREMIOS1948 Primer premio en el Festival de Locarlo
GÉNERO Drama | II Guerra Mundial. Neorrealismo

SINOPSIS Edmund, un niño de 12 años, intenta sobrevivir en las duras condiciones de la Alemania de la posguerra, concretamente en Berlín, una ciudad completamente derruida tras la Segunda Guerra Mundial. (FILMAFFINITY)


TRAMA

Nella Berlino sconfitta e distrutta all'indomani della seconda guerra mondiale, avvolta in un'atmosfera di incubo e di fame, un ragazzo tredicenne, Edmund Koeler, deve provvedere alle necessità della famiglia, composta del vecchio genitore ammalato, del fratello maggiore ricercato come ex nazista, e della sorella, che la sera si prostituisce presso gli ambienti militari alleati. Il piccolo Edmund, per istigazione del suo vecchio maestro nazista, al quale si rivolge per aiuto, avvelena il padre: "i deboli e gli inutili debbono essere eliminati perchè i più forti, i migliori si salvino". Preso dal rimorso e dal dubbio, ritorna per lumi dal maestro, che lo scaccia trattandolo da assassino. Abbandonato da tutti brancola per le vie distrutte della città, passa di fronte ad una chiesa, dalla quale, col dolce suono di un organo, si sprigiona una promessa di vita; ma tira avanti. Salito sul campanile, vede la sua casa, dalla quale stanno portando via il padre morto e, disperato, si getta nel vuoto.

CRITICA

Conclusione disperata (Rossellini aveva da poco perduto il figlio Romano) dell'ideale trilogia che comprende Roma città aperta e Paisà. Scarno e straziante, forse il film che meglio esprime la poetica realista del regista, anche sceneggiatore assieme a Carlo Lizzani e Max Colpet (e con Sergio Amidei per i dialoghi italiani): muovendo la macchina da presa tra le macerie, Rossellini fonde "investigazione sociale e investigazione morale" cogliendo senza retorica lo spirito di una città dove, dice la voce fuori campo all'inizio, le persone "vivono nella tragedia come nel loro elemento naturale". Pregnante la scelta di fare di Edmund, fisicamente, un prototipo dei giovane ariano. (P.Mereghetti "Dizionario dei film 1998")


NOTE

MUSICHE DIRETTE DA: EDGARDO MICUCCI. ASSISTENTI ALLA REGIA: MAX COPLET, CARLO LIZZANI.
La Germania alla fine della guerra; un bambino che vaga per la città, lo sguardo allucinato, contempla lo scenario di una città distrutta. Questi gli elementi di base di Germania anno zero, uno dei capolavori di Roberto Rossellini, tra gli sguardi più lucidi del Neorealismo Italiano e, indubbiamente uno dei maestri indiscussi del cinema mondiale. Quella di Rossellini era indubbiamente una sfida: raccontare un paese distrutto, puntare di nuov l'attenzione sulla Germania ora che la Guerra era finita e il nazismo definitivamente sconfitto. L'anno zero del titolo può essere inteso in molti modi: sia come un nuovo inizio, la possibilità e la necessità per il cinema, cioé, di puntare di nuovo lo sguardo sulla realtà, su un luogo e un paese che necessariamente deve ricominciare a vivere, dopo il nazismo e dopo la guerra. Ma anno zero può anche avere un altro significato. Rossellini punta l'obiettivo della macchina da presa su dei personaggi che sembrano ormai non essere più capaci di vivere, che vagano in una realtà allucinata, quasi come fantasmi. La guerra, la frattura che ha colpito in profondità il mondo occidentale-sembra dire Rossellini- ha reso ormai impossibile tornare ad un cinema narrativo classico. L'imperativo morale di chi fa cinema ( ed è un imperativo condiviso da molti altri autori di quel periodo) si traduce nella necessità di indagare la realtà, di interrogarla, di mostrare ciò che il mondo è diventato. Con Germania anno zero Rossellini mostra sempre di più come il Neorealismo non si limiti semplicemente alla ripetizione della formula "attori presi dalla strada + riprese in esterni + storie di ordinaria miseria", ma indichi un'ipotesi di cinema, un modo di esplorare il reale, di scoprire per mezzo del Cinema ciò che ci circonda e che, forse, solo il mezzo cinematografico è in grado di mostrare con incredibile profondità. Non è un caso se sarà proprio questo film a consacrare definitivamente Rossellini in Francia e negli USA. Qualche anno dopo, infatti, un gruppo di giovani critici riuniti intorno alla rivista "Cahiers du cinéma", cominceranno a realizzare dei film seguendo proprio l'imperativo morale di colui che avevano indicato come loro maestro. I loro nomi sono quelli degli autori che daranno vita alla " Nouvelle Vague": Jean-Luc Godard, François Truffaut, Claude Chabrol, Jacques Rivette, Eric Rohmer.
http://library.thinkquest.org/28490/data/italiano/film/Germania.htm

2 comentarios: