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jueves, 7 de julio de 2011

Speriamo che sia femmina - Mario Monicelli (1986)


TÍTULO Speriamo che sia femmina
AÑO 1986 
SUBTITULOS Si (Separados)
DURACIÓN 120 min.
DIRECTOR Mario Monicelli
GUIÓN Mario Monicelli, Tullio Pinelli, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Suso Cecchi d'Amico
MÚSICA Nicola Piovani
FOTOGRAFÍA Camillo Bazzoni
REPARTO Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Philippe Noiret, Giuliana de Sio, Lucrezia Lante della Rovere, Athina Cenci, Stefania Sandrelli, Bernard Blier, Giuliano Gemma, Paolo Hendel, Adalberto Maria Merli, Nuccia Fumo
PRODUCTORA Coproducción Italia-Francia
GÉNERO Comedia. Drama

SINOPSIS Elena vive en una granja en la Toscana, separada de su inútil marido Leonardo, que está más preocupado por su amante que por su esposa y sus dos hijas. Las tres viven con Claudia, hermana de Elena, y con Fosca, el ama de llaves, en un mundo prácticamente sin hombres. El único hombre de la casa es un viejo tío senil que pasa la mayor parte del tiempo haciendo punto. Este insólito y estable universo femenino pronto se verá sacudido por varias crisis. (FILMAFFINITY)




 Mario Monicelli è sicuramente uno dei più grandi registi che il cinema italiano possa vantare e lunghissimo è l’elenco delle opere memorabili da lui realizzate (oltre cinquant’anni di splendida carriera!). Speriamo che sia femmina è uno dei suoi lavori più riusciti, in grado di accontentare (impresa ardua e che riesce a pochissimi) i palati più fini e quanti invece dal grande schermo desiderano solo due ore di puro intrattenimento. Mirabile affresco della società, approfondito esame della famiglia, inno alla determinazione e al coraggio dell’universo femminile, “un film vero sulla Vita, sulle sue svolte accorate e liete, sulle sconfitte e le attese” (Giovanni Grazzini) che coniuga perfettamente dramma e ironia raggiungendo un equilibrio tra dolce e amaro che lascia attoniti per la maestria come i vari temi proposti (solitudine, egoismo, meschinità, rimorso, altruismo, comprensione, ipocrisia, solidarietà… ) vengono trattati e fusi in uno straordinario mix armonico e coerente.
Raramente il cinema italiano ha esaltato la donna come quest’opera, mostrando in pieno la marcia in più che essa possiede e che troppo spesso ufficialmente viene misconosciuta. Il finale strappa l’applauso e così Il Corriere della sera lo racconta: “Raccolte intorno ad Elena nella vecchia casa di campagna, tutte le donne si ritrovano amiche (c’è anche l’amante del conte), uscite da amare esperienze ma convinte di poter fare da sole, e non soltanto tra i fornelli. C’è una festosa allegria, un senso nuovo di sicurezza, mentre pure l’unico maschio si è messo a fare la calza: e allora speriamo che sia femmina anche il bimbo che sta per nascere…”.
Uno di quei film che si vorrebbe non finissero mai tanto ci si immedesima in quello che ci viene mostrato, tanto è il coinvolgimento che esso procura, tanta l’autenticità che si respira, tanta la naturalezza e la scorrevolezza del tutto. Si sorride, si riflette, ci si interroga su se stessi… Ci si rammarica che opere così siano sempre più rare.



Sceneggiatura di rara intelligenza, dialoghi brillanti e mai banali, situazioni in cui è impossibile non ritrovarsi, realismo psicologico ammirevole. Cast perfetto, ambientazione riuscitissima tra Siena e Grosseto, colonna sonora appropriata e accattivante, ritmo giusto. Difficile trovare un difetto in questo film che ha fatto giustamente incetta di premi e di cui la critica ha detto: “Una splendida galleria di personaggi femminili” (il Farinotti), “Grande film che arricchisce il povero panorama del cinema italiano degli anni ’80” (il Morandini), “Mario Monicelli ci dà una delle opere più belle di tutta la sua carriera” (Il Corriere della Sera), “Un gioco perfetto… Un bellissimo film che potrebbe anche essere un bellissimo romanzo. Scritto, del resto, insieme con Mario Monicelli cui si deve la regia, da alcuni fra i più prestigiosi scrittori del nostro cinema” (Il Tempo), “Un film «sulle donne, per le donne, con le donne»… di felice leggerezza, elegante e misurato” (Walter Veltroni), “Un film in cui tutto fila a perfezione. Maestria di Monicelli nell’armonizzare tante voci, tante star in un coro calibratissimo, in un concerto pacato e brioso, fra il sorriso e la commozione” (Georges Sadoul) “Tutto il film meriterebbe di essere analizzato scena per scena per la ricchezza della tessitura narrativa, l’impasto e la varietà dei toni drammatici, umoristici e grotteschi, la splendida galleria di ritratti femminili” (Telesette).
http://cinemaleo.wordpress.com/2009/09/09/%E2%80%9Csperiamo-che-sia-femmina%E2%80%9D/

2 comentarios:

  1. GRACIAS;GRACIAS;GRACIAS...Amarcord

    Un cordial saludo.

    Eddelon

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  2. PARTE 7 NON SI VEDE...........GRACIAS!!!!!!

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