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lunes, 30 de noviembre de 2020

Perez. - Edoardo De Angelis (2014)


 TÍTULO ORIGINAL 
Perez.
AÑO 
2014
IDIOMA 
Italiano
SUBTÍTULOS 
Español (Separados)
DURACIÓN 
94 min.
PAÍS 
Italia
DIRECCIÓN 
Edoardo De Angelis
GUIÓN 
Edoardo De Angelis, Filippo Gravino
FOTOGRAFÍA 
Ferran Paredes
REPARTO 
Luca Zingaretti, Marco D'Amore, Simona Tabasco, Giampaolo Fabrizio, Massimiliano Gallo
PRODUCTORA 
O' Groove, Tramp Ltd, Medusa Produzione
GÉNERO 
Drama. Thriller | Mafia. Crimen

Sinopsis
Pérez es un abogado de oficio cuya carrera no termina de despegar por miedo. Sin embargo, cuando el peligro amenace a su hija, se verá obligado a infringir todas las reglas y leyes. (FILMAFFINITY)
 
2 

Perez è il secondo film di Edoardo De Angelis, girato in una Napoli architettonicamente e forse psicologicamente diversa dalle altre volte in cui è comparsa al cinema. Racconta la storia di un uomo qualunque costretto a fare delle scelte suo malgrado (Luca Zingaretti) e che ha un cognome, Perez, spagnolo ma molto comune a Napoli.

Edoardo De Angelis: Si ci sono proprio degli avvocati che si chiamano Perez. Soltanto una piccola chiosa su quello che dicevi tra il primo e il secondo film. Per questo secondo film ho deciso io insieme al mio socio di fondare una piccola società di prodizione per poter produrre questo film. Ovviamente non siamo i soli a produrla perché è prodotta anche da Medusa però è stato importante per noi avere la possibilità di decidere e sviluppare il film in maniera autonoma e dopo andare a cercare altre produzioni.

Lo sviluppo lo abbiamo curato io, lo sceneggiatore Filippo Gravino e l’altro produttore Pierpaolo Verga in solitudine ma anche in autonomia. Questo ci ha permesso di proporre agli altri un film che avesse già la sua identità compiuta con il rischio di piacere o non piacere. Al contrario però il rischio di iniziare con una produzione forte ti può portare a perdere la bussola di quello che stai facendo e di dove stai andando. 
 
 
 
C’è un pezzo di Caserta alla Mostra del Cinema di Venezia. Edoardo De Angelis, regista cresciuto a Caserta, presenta venerdì 5 settembre fuori concorso al festival lagunare il suo nuovo film “Perez”. Accanto a Luca Zingaretti ci sarà anche un altro attore casertano, Marco D’Amore che di recente è stato protagonista della fortunata serie per Sky “Gomorra”. A far gli auguri al regista casertano anche il sindaco Pio Del Gaudio.
“Racconto la storia di Demetrio Perez, un avvocato, uomo di legge, e della sua discesa agli inferi per difendere sua figlia perché, dopo Mozzarella Stories, avevo voglia di raccontare una storia che si basasse su un unico individuo, avevo il desiderio di un racconto più rarefatto. Un lavoro che scavasse nelle viscere morali e sentimentali di un individuo”. Queste le parole di Edoardo De Angelis.
Perez poteva essere un grande avvocato, e invece fa l’avvocato d’ufficio, come l’amico di sempre Merolla, senza passione, senza un ideale. Poteva essere un grande uomo di legge ma la paura lo ha fregato. Un uomo che ha sempre considerato la mediocrità un efficace “riparo dall’infelicità”. Quando il pericolo si insinua in casa sua, scopre fatalmente che non è così. Incalzato dagli eventi, nello strenuo tentativo di difendere la vita di sua figlia, innamorata dell’ambiguo Corvino, infrange ogni regola. E ogni legge. Fino a fare patti con un pluriomicida reo confesso, fino a recuperare dei diamanti nella pancia di un toro.
Si tratta dell’opera seconda di Edoardo De Angelis (Mozzarella Stories), scritta con Filippo Gravino (Una vita tranquilla), il film è prodotto da Attilio De Razza, Pierpaolo Verga, Edoardo De Angelis e lo stesso Luca Zingaretti, per la prima volta anche produttore, in collaborazione con Medusa che lo distribuirà anche in sala a partire dal 2 ottobre. Oltre a Luca Zingaretti e Marco D’Amore, tra gli interpreti anche Simona Tabasco, Giampaolo Fabrizio e Massimiliano Gallo.
https://www.matesenews.it/edoardo-de-angelis-regista-casertano-presenta-al-festival-di-venezia-il-film-perez-storia-di-un-avvocato-con-gli-attori-luca-zingaretti-e-marco-damore/
 
 
Demetrio Perez, un avvocato d’ufficio, ha come rivale l'ambiguo Corvino, innamorato di sua figlia Tea, e quando il pericolo si insinua nella sua casa, per Perez tutto cambia. Per difendere sua figlia è pronto a qualunque cosa. Anche a farsi manipolare dal machiavellico Buglione detto “Centopercento”, con la strana complicità del suo unico amico, con cui litiga continuamente, un avvocato d’ufficio anche lui senza aspirazioni e speranze. Ma arriva un momento della vita in cui è necessario mettere un punto. E andare accapo. Per Perez è arrivato ed è pronto a infrangere ogni regola. E ogni legge. Sullo sfondo la Napoli inedita, metallica, del Centro Direzionale: un quartiere di grattacieli progettati da grandi architetti che oggi si rivela una promessa mancata di progresso e prosperità, proprio come Perez...

Si sente che Edoardo De Angelis (Mozzarella Stories) e Filippo Gravino (Alì ha gli occhi azzurri) hanno scritto Perez, la perfetta antitesi alle sciroppose fiction sulla mafia targate Mediaset, sapendo bene quale spina dorsale dare alla trama. Si sente perché nonostante la sceneggiatura sia ovviamente maturata nel corso del tempo dal punto di vista tecnico-narrativo, il film vibra di una drammaticità e di un’alienazione umana e sociale raramente reperibile nelle piatte mafia-dramas apparentemente dirette a un pubblico adulto maschile. Piacerà infatti molto ai più maturi, grati di trovarvi un nuovo e diverso classico del filone Il caso Mattei/Cento giorni a Palermo/Dimenticare Palermo, con il bonus di un intreccio pieno di colpi di scena e un nuovo volto addosso a Luca Zingaretti ormai parzialmente sostituito dall’incommensurabile Commissario Montalbano.

Quella di Edoardo De Angelis, in più, è una artistica cinepresa politicamente scorretta, interessata a descrivere l’intima corruzione di un personaggio quasi neutrale che si trasforma, in nome dell’amore, in uno privo di principi, di valori condivisi, inguaribilmente già perduto e senza ormai più dignità e onore. Un individuo che, proprio per questo, appare più spietato di tutti quelli che gli ruotano attorno. Perez, insomma, è il ritratto di un’Italia contemporanea, devastata dalla paura della minaccia vera o presunta. Un’Italia che perde tutta la sua naturale predisposizione alla buona giustizia, in una scenografia urbana, modernissima, quasi sempre notturna e straordinaria, optando per la difesa di ciò che presume gli appartenga, anche a costo di scegliere il male. Ingentilisce la pellicola la bellissima fotografia che crea spazio, anche mentale, per questa indagine antropologica e politica su un uomo mediocre al centro di una violenta avventura.



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