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lunes, 21 de diciembre de 2020

Lo specchio a forma di gabbia - Franco Brocani (1970)


TÍTULO ORIGINAL
Lo specchio a forma di gabbia 
AÑO
1970
IDIOMA
Italiano
SUBTÍTULOS
No
DURACIÓN
13 min.
PAÍS
Italia
DIRECCIÓN
Franco Brocani
MÚSICA
Pietro Grossi
FOTOGRAFÍA
Franco Brocani (B&W)
PRODUCTORA
Corona Cinematografica
GÉNERO
Drama | Cortometraje. Cine experimental

Sinopsis
Un cortometraje sobre la adaptación, el encarcelamiento y sus posibles presos. (FILMAFFINITY) 

1

Dietro alle sbarre, riflessa in un vetro, una scimmia vaga e si agita. Ma chi è davvero in gabbia, lei o l'osservatore?


Da un'idea interessante e cervellotica (la gabbia come elemento di divisione fra due mondi, ciascuno dei quali ritiene l'altro quello 'in trappola') nascono i tredici minuti di questo cortometraggio in bianco e nero, perfettamente rappresentativo della produzione di Franco Brocani in questo periodo. Pittore e artista visivo principalmente, Brocani si dedicò assiduamente al cinema fra la metà degli anni Sessanta e il successivo decennio, licenziando numerosi brevi film a carattere sperimentale, di ardua comprensione, decisamente concettuali; Lo specchio a forma di gabbia riporta al tema ansiogeno-claustrofobico del labirinto de La maschera del minotauro, girato immediatamente dopo, nel quale oltrettutto tale maschera era quella di una scimmia. Qui la scimmia è l'unica presenza effettiva in scena, ma idealmente divide il ruolo da protagonista con lo spettatore. Musiche elettroniche cacofoniche di Pietro Grossi, il regista si firma come Francesco Brocani e chiude il lavoro con una didascalia adeguatamente angosciante, ma anche stimolante: "In natura ogni cosa è mostruosa con simmetria" (Edgar Allan Poe)
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https://www.filmtv.it/film/54679/lo-specchio-a-forma-di-gabbia/recensioni/857294/#rfr:film-54679


LE SPERIMENTAZIONI DI FRANCO BROCANI

Ha diviso la sua vita tra arte e cinema, convogliando nelle immagini in movimento la sintesi del suo percorso artistico, fatto di sperimentazione, di arditezze, di visioni.
Franco Brocani, piemontese nato a Murazzano nel 1938, ha trovato poi a Roma la sua strada, lavorando con i più grandi, tra arte e cinema, appunto, con Mario Schifano (che gli ha dedicato nel 1969 la pellicola Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani, definendolo un "outsider assoluto che viveva il cinema come malattia") e Pier Paolo Pasolini (di cui è stato aiuto regista per l’episodio La sequenza del fiore di carta dal film collettivo Amore e rabbia), per dirne due.
Franco Brocani, uno dei grandi anarchici del cinema italiano, dopo il Centro Sperimentale esordisce con una serie di densissimi e spiazzanti cortometraggi prodotti dalla Corona Cinematografica, oggi praticamente invisibili. Film che rifiutano la classificazione, portando alla deriva arte, letteratura, specchi, visioni, scimmie, labirinti, pianeti al collasso, rivoluzioni, pure provocazioni e tutto il resto che ciascuno si sente autorizzato a sognarvi dentro.
http://www.cinetecadibologna.it/areastampa/c_607

 

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