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viernes, 7 de enero de 2022

Le altre - Renzo Maietto (1969)


TÍTULO ORIGINAL
Le altre
AÑO
1969
IDIOMA
Italiano
SUBTÍTULOS
Inglés e Italiano (Opcionales)
DURACIÓN
99 min.
PAÍS
Italia
DIRECCIÓN
Renzo Maietto
MÚSICA
Piero Piccioni
FOTOGRAFÍA
Giuseppe Pinori
REPARTO
Erna Schurer, Monica Strebel, Gabriella D'Olive, Max Dorian, Giuliano Esperanti, Raul Lovecchio
PRODUCTORA
Unifilm
GÉNERO
Drama. Romance | Homosexualidad

Sinopsis
Alessandra e Flavia, due amiche 'particolari', per ravvivare il loro squallido ménage, decidono di procreare un figlio. Non volendo ricorrere né alla semplice adozione né alla provetta, debbono affidarsi al rapporto naturale tradizionale. Il tentativo fallisce per ben tre volte, con partners diversi; alla fine nasce Sandra con la cooperazione di un anonimo procettore in un circolo clericale. Tuttavia, le due mamme si trovano prima di fronte allo scandalo sollevato da un'incauta "intervista", e poi di fronte ai loro mutati rapporti affettivi. (CINEMATOGRAFO.IT)
 
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Giovani, belle e felicemente omosessuali. Alessandra (Erna Schürer) e Flavia (Monica Strebel), due amiche ‘particolari’, decidono di avere un figlio per ravvivare o, forse, completare il loro particolare ménage. Non intendono, però, ricorrere né alla semplice adozione di un bambino né alla fredda inseminazione artificiale, preferendo affidarsi al ‘tradizionale’ rapporto naturale con un esponente del sesso opposto. Alessandra e Flavia iniziano così la ricerca di un ‘candidato’ dal quale farsi fecondare, sebbene la selezione dell’uomo ideale non sia affatto semplice. Tre tentativi falliscono con tre differenti partner. La loro figlia nasce soltanto grazie alla ‘cooperazione’ tra Flavia e un anonimo precettore di un circolo clericale: il lieto evento coincide, in controtendenza, con l’incrinarsi della loro relazione. Le mamme sono costrette ad affrontare lo scandalo sollevato da una loro incauta intervista e, in seguito, un reciproco mutamento affettivo.

DESCRIZIONE
“Le Altre” (1969) è un film erotico di Alex Fallay, regista iraniano, a lungo ritenuto uno pseudonimo di Renzo Maietto, fratello di Carlo Maietto, produttore sia dell’opera di sconvolgente attualità, con protagoniste due donne che si amano e decidono di avere un figlio, che de “Le Salamandre” (1969), film di Alberto Cavallone incentrato sulla ricerca del successo da parte di una fotomodella di colore, disposta ad avere un rapporto omosessuale con una collega bianca, senza però superare sia il problema razziale che una reale accettazione nell’ambiente. Il ritratto familiare della normale vita quotidiana di Alessandra e Flavia è convincente: la ricerca del fecondatore idoneo si conclude individuando quello più reazionario, salvo essere aggredite dai media. Niente sfondi esotici, zero interni borghesi, così come sono assenti il sangue e la droga: un progetto cinematografico che rappresenta un unicum nel filone saffico degli anni Sessanta.

MUSICA
La prima release in vinile de “Le Altre (Colonna Sonora Originale)” (2018), a cura dell’etichetta Spettro, segue di un lustro quella in doppio cd griffata Beat Records Company. Due chance per fare propria un’opera nascosta tra le pieghe della vasta discografia di Piero Piccioni. La tracklist, editata da Andrea Fabrizii, offre all’ascoltatore un’esperienza sonora parziale, seppur esaustiva, introdotta dai vocalizzi femminili de Le Altre (Seq. 2 – Titoli), con ottoni tirati a lucido, o maschili de Le Altre (Seq. 3), dominata dall’organo e dall’onnipresente sound emesso dai sonagli. L’atmosfera leggera e sognante è dilatata dalle ritmate bossa Le Altre (Seq. 29 – Titoli Alternativi #2), allineata a Le Altre (Seq. 20), e Le Altre (Seq. 9). Il trittico composto da Le Altre (Seq. 5), Le Altre (Seq. 17) e Le Altre (Seq. 21) offre, infine, all’ascoltatore il tradizionale, e altresì pregevole, jazz caro al compositore. Le Altre (Seq. 1 – Prologo) un ultimo brano di rara bellezza.

https://souterraine.org/portfolio/piero-piccioni-le-altre/


Renzo Maietto, también conocido por su nombre artístico Alex Fallay ( Milán , 1939 ), es un director y guionista italiano .
Maietto hizo una película en 1969 bajo el seudónimo de Alex Fallay y luego fue responsable de algunos guiones hasta 1978, abandonando luego el mundo del cine.
Es hermano del productor de cine Carlo Maietto .
Le altre è un film del 1969 diretto dal regista Alex Fallay con Erna Schürer e Monica Strebel.

Era il 1969 e l’Italia viveva un momento d’avanguardia cinematografica e di libertà sessuale e di pensiero, in uno Stato però ancora confuso sui diritti civili (purtroppo anche adesso), che vedeva l’omosessualità ancora come una devianza da vivere segretamente o in maniera pruriginosa, per pellicole generalmente indirizzate all’eccitazione del maschio eterosessuale: in particolar modo gli amori saffici erano spesso descritti come parentesi dall’eterosessualità, una trasgressione in spiagge esotiche o in dissoluti interni altoborghesi.

Alessandra e Flavia sono invece due semplicissime ragazze innamorate, giovani e bellissime, che vivono felicemente e senza sensi di colpa la loro omosessualità. Vivono insieme, vanno insieme al lavoro, battibeccano, si prendono in giro teneramente, nuotano in piscina, si supportano e si incoraggiano reciprocamente nelle loro attività.

Decidono di avere un figlio, ma non possono facilmente accedere all’adozione e non sono ancora pronte a sperimentare la fecondazione assistita, che in quegli anni era una tecnica in via sperimentale.

La soluzione più semplice e inizialmente vista in maniera giocosa è la procreazione naturale, così decidono di cercare il donatore perfetto, trovandosi però poi faccia a faccia con i problemi legati a questa scelta: le prime tensioni, le paure, il senso di tradimento verso l’amata. Riescono, ma il futuro ovviamente non sarà sempre facile.

In quegli anni il mondo chiedeva a gran voce nuovi diritti: nel 1968 fu abrogato il reato di adulterio, si iniziava a parlare finalmente di divorzio (la legge 898 è del 1970), si mettevano le basi per la futura legge per l’introduzione dell’aborto legale (1978) e per eliminare il diritto al delitto d’onore (1981), ma l’omosessualità era ancora un tabù da mostrare solo in determinati contesti legati quasi sempre al filone erotico.

Il regista Alex Fallay (iraniano, accreditato qui come Renzo Maietto a causa di una legge che impediva a un regista straniero di firmare una pellicola italiana) decise invece di mostrare una semplice relazione d’amore tra due donne della porta accanto, normali.

La pellicola che ne è nata è un piccolo gioiello pop, con costumi e interni colorati, patinati, dalle tonalità pastello, con sequenze dolcissime accompagnate dalle musiche lounge di Piero Piccioni.

Fu forse proprio questa normalità a sconvolgere i censori e il pubblico, tanto da vietare il film ai minori di 18 anni, etichettandolo come erotico e condannandolo a quasi quarant’anni di oblio, quando semplicemente venne portata sullo schermo la naturalezza di una storia d’amore lesbica, senza pesantezza, coinvolgente e convincente, che con tutta la sua dolcezza sbatté in faccia al bigottismo cattolico la normalità di un rapporto gay.

I temi sono più che mai attuali e in anticipo sui tempi, dalle unioni civili all’omogenitorialità, e il dito è saldamente puntato contro un giornalismo rapace capace di enfatizzare e distruggere a suo piacimento dicendo tutto e il contrario di tutto, condannando la pubblicità che sfrutta per vendere e guadagnare (senza saperlo ancora definire già si stava parlando di Rainbow Washing e Pink Washing).

Per alcuni un’opera un po’ confusa e datata, per me invece coraggiosa e anticonformista, che analizza i problemi di coppia, dalla noia alla gelosia fino al cambiamento degli equilibri che mutano necessariamente con l’arrivo di un figlio, semplicemente con protagoniste due donne e non la tradizionale coppia eterosessuale.

Nel mese del Pride, quando le piazze di tutto il mondo si popolano di persone della comunità LGBTQIA e di chi la supporta, dove l’anima delle città sono le persone, i colori, le musiche, le parole pronunciate sul palco o sui carri che sfilano lungo le strade, nel mese più bello dell’anno per noi della comunità queer in cui esaltiamo la nostra libertà e il nostro orgoglio, è bello ricordare di avere degli alleati da sempre, spesso però condannati al silenzio e al buio da una società che è purtroppo ancora da rivoluzionare.

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